Mi piace immaginare che i primissimi lettori di questo libro (cioè quelli che erano adolescenti nel 1998, o giù di lì) l’abbiano imboccata e percorsa tutta fino in fondo, la strada dell’innamoramento. Perché Ciao, tu di Beatrice Masini e Roberto Piumini parla proprio di questo, e cioè di un amore che poco a poco prende forma, con tenerezza, delicatezza, pudore; di un amore così fresco e pulito e puro che ti vien voglia di fare il tifo per i protagonisti; di un amore che tutti gli adolescenti dovrebbero provare, sperimentare, vivere qui e ora senza porsi troppe domande né aver paura di cosa potrebbe riservare il futuro. Questa è la storia, ri-raccontata da me…

Michele e Viola sono due quattordicenni, compagni di classe al primo anno di liceo classico. Siamo proprio all’inizio dell’anno scolastico, in quelle prime settimane in cui tutto può succedere, perché nessuno si conosce ancora. Viola nasconde un messaggio anonimo nello zaino di Michele e chiede che la risposta le sia lasciata dietro alla lavagna. Michele le risponde, chiamandola Eulalia, un nome greco che significa “Colei che sa parlare bene”.

Inizia un fitto scambio di lettere in cui, oltre al desiderio di Michele di scoprire l’identità della sua corrispondente, c’è il desiderio di conoscersi reciprocamente e di capire meglio anche se stessi. Lettera dopo lettera, Viola e Michele scoprono di provare gli stessi sentimenti: l’incertezza del futuro, la paura di crescere, il timore di non essere all’altezza delle aspettative; ma anche l’emozione di scoprirsi simili, il desiderio di costruire una relazione speciale, il piacere di condividere la passione per la scrittura, la poesia, la letteratura.

Ciao tu copertina
Ciao tu copertina dell’edizione Sansoni del 1999

Cosa sappiamo di questo sentimento? Nulla di più di ciò che ci dicono i protagonisti. Non è una simpatia, parola che Viola odia. E non si tratta nemmeno di “piacersi e basta”. Forse è amore. Anzi, Viola è sicura di amare Michele fin dalle prime lettere e forse è per questo che si è decisa a scrivergli. Michele ci mette più tempo a dare un nome al suo sentimento, perché come molti ragazzi è un po’ lento, un po’ “marmottina”.

Alla fine della corrispondenza sia Viola che Michele riconoscono di provare un sentimento reciproco: se non è né simpatia né un piacersi e basta, deve per forza essere “amore”. Un amore che ha senso qui e ora, da vivere senza porsi domande sul futuro, senza chiedersi come andrà a finire, senza voler sapere in anticipo se durerà per tutta la vita oppure se a un certo punto le strade si divideranno. Come dovremmo imparare a fare tutti, adolescenti o non (grazie Matteo!)

Prima di chiudere vi propongo la copertina dell’ultima edizione e la copertina di una delle prime edizioni. Tra la prima e l’ultima sembra passato un secolo, o no?

Vi lascio anche un booktrailer. Tra tutti quelli che ho visto su Youtube quello di Portale Ragazzi mi sembra il più riuscito.