Odio il Capodanno e da quando ho raggiunto l’età della ragione sfuggo a improbabili cenoni, veglioni di fine anno, trenini, conti alla rovescia, paillettes e cotillons rifugiandomi al cinema. Nella scelta del film la trama conta zero. I parametri che ho stabilito sono: cinema vicino a casa, ampio parcheggio, poltrone comode, spettacolo che finisce attorno alle 22, no storie d’amore, no cine-panettoni. Quest’anno un solo film rispondeva a tutti i requisiti – Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh – e non mi hanno convinta a desistere né il fatto di aver letto il giallo di Agatha Christie da cui è stato tratto, né il fatto di avere rivisto cento volte l’adattamento di Sidney Lumet del 1974 (quello con Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Sean Connery, Vanessa Redgrave e Anthony Perkins per capirci), né il fatto di sapere a memoria il telefilm della serie TV Poirot del 2010 con David Suchet.

Meglio un giallo di cui si sa già chi è l’assassino piuttosto di un vecchione che brucia in piazza!

Poi, diciamocelo, il cast del film di Branagh è stellare: Johnny Depp, Penelope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Michelle Pfeiffer, Derek Jacobi / alias Fratello Cadfael, Daisy Ridley di Guerre stellari, Kennet Branagh stesso… Insomma, mezza Hollywood ha fatto ‘a pacche’ pur di esserci. Potevo mancare io? Il film è stato stroncato dai critici ma sta sbancando. Secondo me, va visto almeno per i costumi, l’allestimento dell’Orient Express, per la scenografia sontuosa (e per quel gran figo di Depp, ci mancherebbe).

La storia? Ormai la conosco così bene che ve la racconto tutta per filo e per segno. Quella del libro, però…

Istanbul, 1935. L’investigatore privato belga Hercule Poirot ha appena risolto un caso e già viene richiamato a Londra per una consulenza urgente. Nell’hotel dove risiede incontra Bouc, un vecchio amico che lavora per la Compagnie Internationale des Wagons-Lits e che gli procura un posto di prima classe sul primo Orient Express in partenza. I compagni di viaggio di Poirot, oltre a Bouc, sono:

  • Samuel Edward Ratchett, ricco americano in viaggio d’affari, che viaggia insieme al giovane segretario Hector McQueen e al maggiordomo inglese Edward Henry Masterman
  • La principessa Natalia Dragomiroff, anziana nobildonna russa naturalizzata francese, e la sua cameriera tedesca Hildegarde Schmidt
  • Il conte Rudolf Andrenyi, giovane e focoso diplomatico ungherese, e sua moglie, la contessa Helena Andrenyi
  • Mary Hermione Debenham, giovane istitutrice inglese di ritorno da Baghdad
  • la missionaria svedese Greta Ohlsson
  • il Colonnello Arbuthnot, ufficiale dell’esercito britannico
  • Caroline Martha Hubbard, eccentrica e benestante signora americana
  • il signor Foscarelli, di origine italiana, naturalizzato americano, venditore di automobili
  • Cyrus Hardman, americano, detective privato in incognito

Nella carrozza di prima classe Istanbul-Calais, c’è anche Pierre Michel, cittadino francese, responsabile del vagon-lit.

Nella carrozza Atene-Parigi, insieme a Bouc, viaggia il dottor Constantin.

La prima notte, Poirot la trascorre nello scompartimento di McQueen, ma i due non si prendono. Il giorno seguente, mentre sta pranzando con Bouc, Poirot è avvicinato da Ratchett, che gli confessa di aver ricevuto minacce di morte e gli chiede protezione. Poirot sa che Ratchett ha venduto opere d’arte false forse a mafiosi italiani e che si è fatto molti nemici, quindi rifiuta l’offerta, perché non vuole essere coinvolto da un individuo così equivoco.

La seconda notte di viaggio è movimentata. Poirot cambia scompartimento e va occupare proprio quello accanto a Ratchett. Ratchett si lamenta. Pierre Michel bussa per sapere che succede, ma riceve una risposta rassicurante. Poi passa qualcuno con un kimono rosso. Infine la motrice deraglia a causa di una valanga di neve. Il treno è costretto a fermarsi in attesa dei soccorsi.

La mattina seguente Ratchett viene trovato morto, chiuso all’interno del suo scompartimento, colpito da dodici pugnalate. Poirot, su richiesta di Bouc, accetta di indagare sul caso, con la collaborazione del dottor Constantine. Sulla scena del delitto trova un fazzoletto insanguinato con la lettera “H” ricamata, sicuramente perso da una donna facoltosa; un nettapipe, sicuramente appartenente al colonnello Arbuthnot, l’unico che fuma la pipa; l’orologio da taschino della vittima, fermo sull’una e un quarto; un bottone appartenente alla divisa dei conduttori del treno e un piccolo frammento di una lettera minatoria.

Proprio grazie al frammento, Poirot scopre che Ratchett, in realtà, si chiamava Cassetti e anni prima aveva rapito e assassinato la piccola Daisy Amstrong. Quella tragica vicenda aveva provocato anche la morte dei genitori e della domestica: la signora Armstrong, al sesto mese di gravidanza, a causa dello shock subito aveva partorito prematuramente, ma la figlia era nata morta e lei stessa era morta per una forte emorragia; il signor Armstrong, sconvolto per l’accaduto, si era suicidato; la domestica, accusata ingiustamente di essere complice del rapimento della bambina, si era uccisa gettandosi dalla finestra.

Poirot decide di interrogare tutti i passeggeri e scopre che molti di loro hanno intrattenuto rapporti personali, anche molto stretti, con la famiglia Armstrong. Eppure tutti hanno un alibi provato da altri passeggeri e nessuno afferma di essersi trovato con Ratchett all’ora del decesso.

Poirot fa ispezionare i bagagli. In quelli di Hildegarde Schmidt trova un’uniforme da controllore priva di un bottone ma con un passepartout ancora nella tasca. L’indizio fa presumere che l’assassino, scappando e avendo trovato lo scompartimento vuoto, l’avesse infilata nella valigia della cameriera. Tornato al suo scompartimento, Poirot trova il kimono scarlatto dentro alla sua valigia. Nel frattempo la signora Hubbard viene pugnalata alla schiena con il pugnale usato come arma del delitto.

Dopo aver interrogato per una seconda volta alcuni passeggeri, proprio mentre stanno giungendo i mezzi sgombraneve, Poirot presenta a Bouc e agli altri passeggeri due possibili conclusioni tra loro alternative:

  1. La prima, molto semplice: uno sconosciuto, forse un sicario mafioso travestito da dipendente delle ferrovie, è entrato con un passepartout nella cabina di Cassetti e lo ha pugnalato. Poi è sceso dal treno bloccato dalla neve e si è dileguato nella notte.
  2. La seconda, molto più complessa e suggestiva, è illustrata da Poirot in una lunga, esauriente ricostruzione dell’accaduto. Tutti i viaggiatori sono coinvolti nell’omicidio di Cassetti. Dopo aver drogato Cassetti, i viaggiatori sono entrati nello scompartimento dove dormiva attraverso lo scompartimento della Hubbard. Ognuno di loro lo ha pugnalato una volta. Tutti, infatti, avevano avuto, chi direttamente, chi indirettamente, la vita distrutta dal caso Armstrong. A partire da Caroline Martha Hubbard, la nonna materna della piccola Daisy.

Se volete sapere in che modo e in che misura gli altri viaggiatori erano legati agli Armstrong vi toccherà di leggere le ultime pagine del romanzo oppure di vedere il film. E se non avete voglia di vedere il film né di leggere il libro, insieme alla pellicola di Branagh è arrivato anche l’audiolibro. Così non avete più scuse…