Nei giorni scorsi ho letto tutto d’un fiato un libro che sa di primavera, di rinascita, di leggerezza: è E poi diventai farfalla di Luisa Mattia, edito da Lapis nel 2016. In 140 pagine, suddivise in capitoli (uno per mese, da agosto a luglio), l’autrice ci racconta dell’anno in cui Fiamma diventa grande, trasformandosi da crisalide a farfalla. Ogni capitolo è introdotto da illustrazioni della trasformazione e da titoli di canzoni (da Malika Ayane a Jovanotti passando per Giorgia e i Modà), che sottolineano gli stati d’animo della protagonista e compilano una playlist che accompagna la lettura.

Fiamma ha quattordici anni e ogni aspetto della sua vita sembra essere al suo posto. Ha una mamma, Emma, che insegna al Conservatorio, un papà affettuoso ma impegnatissimo, un fratello minore, Gabriele, detto Gabo. E’ una famiglia “modello-Mulino Bianco” nella quale Fiamma si trova perfettamente a suo agio, perché lei ha bisogno di certezze e di avere tutto sotto controllo.

Ad agosto, Fiamma passa le vacanze nella casa al mare della sua compagna Berta. Lì conosce il coetaneo Lorenzo, bello, ricco e superficiale. Fiamma e Lorenzo si fanno una storiella. Fiamma è così presa dal turbine di sensazioni nuove che non si accorge di ciò che sta capitando intorno a lei. Anche Berta, infatti, è innamorata di Lorenzo e gioca le sue carte… rispendendo Fiamma in città!

A casa, intanto, scoppia una tempesta: suo padre se ne va improvvisamente e, pochi giorni dopo, Fiamma scopre sua mamma, in macchina, abbracciata a un altro uomo! Messa alle corde, Emma le fa una rivelazione sconcertante. Suo padre da cinque anni ha una relazione con un’altra donna, che aspetta un figlio da lui. L’uomo che ha visto in macchina è un collega che la stava solo consolando.

Da dicembre all’estate successiva Fiamma diventa adulta: deve accettare il divorzio dei suoi genitori, consolare il dolore del fratello, sopportare i silenzi della madre, aiutare il nonno, Damiano, l’unico che sembra accorgersi del suo dramma interiore e che argina la deriva di tacchi a spillo, rossetti sgargianti, atteggiamenti aggressivi, alcol e sigarette, rientri a casa a notte fonda.

All’improvviso compare nella vita di Fiamma Gionata, un sedicenne diverso da tutti gli altri: abbandonato l’Istituto Professionale, fa l’apprendista nella bottega di un calzolaio, odora di colla, corda e pelle e si sposta su una vecchia bicicletta.

Iniziano così giorni felici trascorsi a casa del nonno a raccogliere mele, accudire il cane, sfogliare libri mentre le mani si sfiorano. Nella casa di campagna Fiamma nasce a nuova vita. Da crisalide diventa farfalla. Si libera del senso di abbandono e dalla rabbia che il divorzio dei genitori (e l’adolescenza) le ha procurato. Si scopre in grado di superare le liti con Gionata, di consolare Gabo, di accettare la nuova vita del babbo, la presenza della sua compagna Pina, la nascita della sorellina ranocchietta e perfino il fidanzamento della mamma… col collega di lavoro!

Una storia leggera leggera, come il battito di ali di una farfalla.