“Ho preso lezioni di lettura veloce ed adesso sono capace di leggere Guerra e Pace in venti minuti. Parla della Russia.” (Woody Allen)

E niente, oggi mi tocca scrivere un post un po’ piacione ma spero utile a chi mi chiede come faccio a leggere così tanti libri in un tempo relativamente breve e poi a ricordarmeli anche, onde evitare “l’effetto Woody Allen”!

Sgomberiamo il campo dal solito equivoco: NON ho tanto tempo a disposizione. La mia giornata tipo è identica alla vostra e anche io, come voi, ho mille impegni che si susseguono e spesso si accavallano: un lavoro a tempo pieno, una casa a cui tenere dietro, un cane di cui prendersi cura, i genitori da aiutare, un fidanzato e gli amici con cui mi piace passare del tempo, gli hobby da coltivare.

Vi garantisco anche che la mia giornata dura quanto la vostra: 24 ore. Togliamo le 8 del lavoro, le 4 che impiego a sbrigare tutte le faccende, le 7 che dormo. Restano 5 ore da dedicare a me. Togliamo il tempo per la cura della mia persona, il tempo che dedico a Cristian e agli amici, il tempo che trascorro in cucina e quello che impiego a aggiornare i blog. Quanto resta? Mezz’ora al giorno. Forse meno.

NON c’entra il tempo a disposizione, quindi, ma il metodo. Come mi organizzo? Così:

Mi obbligo a trovare il tempo per leggere

La pigrizia e lo scoraggiamento mi assalgono ogni volta che prendo in mano un libro e una vocina mi dice: “E’ inutile che provi a iniziarlo, tanto non lo finirai… Non hai tempo!” Invece mi piace leggere, voglio leggere, a volte devo leggere. Amo imparare. Imparare cose nuove mi fa sentire viva. Mi piace.

Approfitto quindi dei ritagli di tempo che ho a disposizione: leggo sui mezzi pubblici, mentre vado e torno dal lavoro; dopo cena, ogni volta che in TV non c’è nulla che mi interessi (accade spesso, sono fortunata); prima di addormentarmi; nel fine settimana; in ferie. Il tempo per leggere c’è, basta cercarlo.

Per partire, valgono anche i 20 minuti quotidiani passati in bagno, eh?! Lasciate perdere i flaconi del sapone intimo e i tubetti del dentifricio, la composizione chimica scommetto che la sapete a memoria, e rilassatevi con una rivista, un fumetto, un libro. L’unica cosa che vi sconsiglio è usare un foglio di carta igienica come segnalibro. Ve lo scordereste sicuramente e la bibliotecaria che vi ha prestato il libro non potrebbe fare a meno di immaginarvi seduti sulla tazza ogni volta che vi vede! 😉

Mi concentro sulla lettura

Ok, avete trovato mezz’ora di tempo per leggere, e ora? Ora concentratevi sulla lettura! Via tutte le distrazioni, a partire dallo smartphone! Vi garantisco che sopravviverete alla grande anche stando offline per mezz’ora. Azzerate la suoneria, disabilitate la vibrazione. Spegnete la TV e la radio in sottofondo. Togliete le pentole dal fuoco e le teglie dal forno. Assicuratevi che i figli dormano e di aver dato da mangiare a cane, gatto, pesciolino e canarini.

All’inizio, cercate un posto tranquillo e mettetevi comodi. Quando sarete più allenati riuscirete a concentrarvi anche a bordo di un autobus affollato nell’ora di punta o sotto l’ombrellone in spiaggia a ferragosto.

Mi faccio una prima idea di ciò che leggerò

Prima di iniziare la lettura vera e propria, cerco di farmi un’idea di ciò che sto per leggere. E’ una rivista? un romanzo? un saggio? un articolo? uno speech?

A prescindere da ciò che ho tra le mani, mi faccio sempre una domanda preliminare: di cosa parla? Se si tratta di un romanzo, conoscere il genere narrativo spesso mi aiuta a darmi una risposta: se è un giallo so cosa aspettarmi. Se ho letto altre opere dello stesso autore, avrò qualche indizio sulle tematiche che, in genere, affronta. Leggo il risvolto e l’ultima di copertina. Poi i titoli dei capitoli e gli eventuali sottotitoli. Degli articoli di giornale leggo il titolo e l’occhiello. Se si tratta di una rivista, parto dal sommario. Insomma, avere qualche informazione preliminare su ciò che leggeremo ci aiuta a prefigurarne il senso.

Mi alleno costantemente

Leggere è difficile e faticoso perché il nostro cervello non è stato biologicamente creato per leggere. Ne ho parlato qualche tempo fa nel post Lettura, cervello e neuroscienze. La lettura è un’abilità che si acquisisce e che ha bisogno di costante esercizio.

Proprio perché si tratta di acquisire un’abilità, la prima cosa da fare è eliminare le cattive abitudini che ci portiamo da scuola: leggere sottovoce, ad esempio, ci rallenta tantissimo e ascoltare la nostra voce distrae il cervello dal senso della lettura. Seguire il testo con un dito o con la punta di una matita è altrettanto sbagliato perché rallenta la lettura e la comprensione del senso generale. Passare da una lettura parola per parola ad una lettura frase per frase moltiplica la velocità di lettura e ci impedisce di perdere il filo del discorso. Tornare sempre indietro interrompe il ritmo di lettura e ci fa perdere il senso di ciò che leggiamo. Rileggere ciò che abbiamo già letto nasce dalla nostra insicurezza e dal desiderio (inutile) di capire il 100% di ciò che leggiamo, in modo da avere tutto sotto controllo.

Sgomberato il campo dalle macerie del metodo scolastico, possiamo passare a imparare delle tecniche che ci permettono di leggere più velocemente e, soprattutto, in modo più efficace.

Metto in campo una strategia efficace, cioè orientata all’obiettivo della lettura: capire ciò che si legge

Un quotidiano, una rivista, un romanzo, un manuale si leggono allo stesso modo. A volte pensiamo che leggere un romanzo sia “questione di piacere”, un’evasione, un passatempo e quindi partiamo col piede sbagliato: non gli prestiamo la dovuta attenzione. E’ un errore! Dobbiamo leggere con metodo anche i romanzi se non vogliamo dimenticarne il contenuto e chiudere l’ultima pagina con la sensazione di aver buttato via tempo e soldi.

La mia strategia per leggere un romanzo (e ricordarlo) è semplicissima e consiste in 10 accorgimenti applicabili a qualsiasi testo. Ne ho già parlato in Lettura e memoria. 10 regole che mi sono data per ricordare quello che leggo.

Buone letture! A presto!