Ciao a tutt*, è finita la scuola eh? Beat* voi! E niente, io continuo invece ad andare a lavorare e in questi giorni, in autobus, ho fatto fuori anche l’ultimo libro dedicato a Polleke, che chiude la serie dei cinque che Guus Kuijer ha dedicato a parole, poesie e azioni di una ragazzina olandese, seguendola nel percorso di crescita dagli undici ai tredici anni.

La poesia sei tu è strettamente legato a Con il vento verso il mare: Polleke è alla prese con il lutto per la morte del nonno e non ha pace. Si sente svuotata, fiacca. Vorrebbe fare mille cose, ma non ha l’energia per farle. Oltretutto Mimun è in Marocco per le vacanze estive e Consuelo, ora che la scuola è finita, deve aiutare sua madre a fare le faccende. Il maestro Walter e Tina, ora sposi, cercano di spronarla. Walter la invita a fare dei lunghi giri in bicicletta. Tina la accompagna a fare shopping e a comprare il suo primo reggiseno. Ma tutto è tremendamente difficile: è diventato difficile anche scrivere poesie!

Il fatto è che tutti quelli che Polleke conosce credono in qualcosa e trovano consolazione: chi in Dio, chi nella Grande Coscienza Cosmica; chi in Allah; chi nel progresso. Ma lei non riesce a credere in nulla, perché è ancora “zero religiosa” e per questo è così difficile trovare un senso alla morte del nonno.

Polleke e Spik hanno intensificato le visite a nonna Maria, che si fa forza e sta abbastanza bene. Non sono i soli: a casa bazzica spesso il signor Fijnders, che Spik non sopporta perché è un vecchio ottuso e bigotto, così Maria lo allontana senza troppi rimpianti.

Anche Consuelo accompagna Polleke al cimitero e le insegna i riti che si fanno in Messico. Ad esempio versare un bicchierino di “aquardiente” sulla tomba del nonno e bere brindando alla sua salute. Oppure piantare nella terra della tomba delle patate. Il fatto è che in Olanda non tutti conoscono la cultura messicana e così il signor Siepert travisa le cose e accusa le ragazze davanti a tutto il villaggio di ubriacarsi in un luogo consacrato. Meno male che Tina crede loro e tutto finisce in una risata.

Mimun torna dal Marocco “ufficialmente sfidanzato”, perché i suoi genitori hanno litigato coi genitori della promessa sposa, e porta a Polleke un velo azzurro. Polleke è così felice che torna a scrivere poesie anzi… diventa poesia lei stessa.

Un giorno la nonna telefona: è arrivata la lapide del nonno ed è venuto il momento di terminare la tomba. Le piacerebbe che ognuno portasse un sasso per fare un bordo attorno alla tomba, come fosse una specie di giardinetto. Così il sabato successivo Polleke, Consuelo, Tina e Walter e Ina e Spik prendono il treno tutti insieme e si recano al cimitero. C’è anche Mimun, che ha portato con sé un sasso in cui c’è scritto Saluti da Montferland! Durante la cerimonia, nonna Maria si commuove e si consola non tanto per l’orazione funebre, quanto per il fatto che sulla tomba del nonno sono spuntate dal nulla delle piantine di patate, il suo cibo preferito. Un segnale dall’aldilà! Di più: un vero miracolo!

Durante il viaggio di ritorno Spik fuga i dubbi di Polleke riguardo la sua fede e le fa capire che anche lei crede in qualcosa e che quella cosa è sufficiente perché è l’essenziale.

“Senti, credi di poter amare le persone?”

“Sì” ho risposto

“Credi che le persone possano amare te?”

“Sì” ho detto

“Se credi nell’amore” ha concluso Spik “credi abbastanza.”

Tina è toccata dalle parole dell’ex-marito, che per la prima volta si è comportato da padre.

“Allora mia madre ha baciato mio padre sulla guancia. E’ stata la cosa più bella che vedevo da anni”

Gli altri romanzi della serie sono Per sempre insieme, amenMio padre è un PPPUn’improvvisa felicità e Con il vento verso il mare da leggere in questa sequenza.