Ed eccola qui, la Bologna che non ti aspetti. Quella estiva, assolata, umida e deserta, dove fai fatica a incrociare qualcuno e le strade sono incredibilmente libere e alla Pam di Via Marconi non c’è coda alle casse. Quella in cui esplodono di fiori e insetti anche i giardini del centro, nascosti dietro spesse mura e portoni in ferro battuto. Quella che ti accoglie così, afosa e bagnata, sotto i portici di Via Guerrazzi, in Piazza del Tribunale, nei locali del Pratello. Quella che ti scruta dall’alto delle torri medievali o riparata dietro alle statue di pietra. Quella che ti fa incontrare personaggi misteriosi e inquietanti.

E’ questa la Bologna che fa da sfondo a Sophia, la ragazza aurea una graphic novel di Vanna Vinci edita da Kappa Edizioni nel 2005.

Sophia è sarda, non ha ancora trent’anni, disegna fumetti e ha una grande ossessione, che la accomuna a suo padre, a suo nonno e ad alcuni amici loro: l’alchimia. Durante le vacanze al mare viene scaricata dal fidanzato storico, Carlo.

Sophia vanna vinci

E’ la molla che le fa scattare il desiderio di cambiare vita. Alla ricerca di una nuova sistemazione e di un editore per le sue tavole, parte alla volta di Bologna con nient’altro che la cartella dei suoi ultimi lavori. Ad attenderla ci sono una città inaspettatamente magica ed Ermete, un vecchio amico di famiglia, bizzarro personaggio che ha dedicato la sua esistenza all’alchimia e ancora insegue il sogno di scoprire l’elisir di lunga vita.

Sophia la ragazza aurea

Ermete la ospita in una casa di sua proprietà, prima occupata da John, un inglese alle prese con la Grande Opera ma in partenza per la Grecia dove ricoprirà il ruolo di Gran Maestro di un ordine massonico. John le lascia il laboratorio alchemico che aveva allestito in cantina – completo di un fornetto, qualche attrezzo, alambicchi, minerali, carbonella – e due strane palline, una bianca e una rossa, piene di polveri.

Sophia vanna vinci

Ermete dice a Sophia che le palline contengono una polvere magica per la trasmutazione dell’oro e dell’argento e che da qualche parte dovrebbe esistere un manoscritto che spiega il procedimento. Il manoscritto infatti è disperso. L’ultima persona ad averne notizie certe è un pittore ferrarese, tale Cosmè.

Sophia parte per Ferrara, incontra Cosmè, che le indica come ultima proprietaria del libro una vecchia che trascorre i mesi estivi in una palafitta sul delta del Po. Dopo una lunga ricerca, Sophia arriva alla palafitta e trascorre una giornata con la donna a raccogliere erbe e preparare decotti. Alla fine della giornata la vecchia, che sembra ringiovanita di decenni, le dice di non avere più il libro e di cercarlo nella città eterna.

Sophia parte per Roma. Questa volta non è sola ma accompagnata da Rino, il suo vicino di casa, un naso anonimo, cioè un creatore di essenze per le ditte che producono profumi, in crisi sentimentale, con cui ha iniziato una storia. E’ stata lei che ha sedotto lui? E’ stato lui che ha sedotto lei? Chi può dirlo. A Roma Sophia incontra Il Conte, che ha una libreria ma non il libro, e che la conduce alla Taverna dell’Angelo, un posto antico e perso nel tempo dove si esibisce una cantante nata molti secoli prima. La cantante ha il manoscritto e lo regala a Sophia a patto che scopra all’antidoto all’elisir di lunga vita e glielo consegni.

Sophia Vanna Vinci

Prima di rientrare a Bologna, Sophia porta Rino a Teulada, a casa della madre, per trascorre insieme gli ultimi giorni di vacanza. A Teulada, su consiglio di Ermete, si reca da una ceramista orafa ad acquistare un vaso alchemico. Con vaso, manoscritto, nuove tavole illustrate Sophia torna a Bologna. Non ha ancor le idee ben chiare su che strada seguire, ma d’altra parte il cammino iniziatico non è che agli inizi.

La copertina che vi propongo è quella del volume Sophia edito da Bao Publishing che raccoglie sia questa graphic novel che il suo seguito Sophia nella Parigi ermetica.

Questa invece è la copertina della Kappa Edizioni.