Nei giorni in cui è uscita nelle sale la versione cinematografica, ho letto Dark Hall, un libro scritto nel 1974 da Lois Duncan, giornalista, poetessa e scrittrice americana morta due anni fa, che la critica considera una delle pioniere della letteratura Young Adult soprattutto per i generi horror e thriller.

Dark Hall è un bel thriller psicologico con risvolti horror: a metà tra la ghost story e il paranormal, la trama è intrigante e originale, soprattutto se consideriamo che il romanzo ha 45 anni sulle spalle.

Il merito del successo che sta riscuotendo la nuova edizione va anche alla rivisitazione del testo (con i riferimenti a internet, agli smartphone, alle mail, alle chat, alle TV al plasma ecc ecc) che rende la storia fresca e attuale. Ecco il riassunto

Katherine “Kit” Gordy è una giovane studentessa in viaggio con la madre e il patrigno – Dan Rolland –  verso l’Istituto Femminile Blackwood, un college esclusivo nel nord dello stato di New York, dove trascorrerà, controvoglia, il nuovo anno scolastico.

Le foto della brochure, in realtà, l’avevano entusiasmata, così come l’idea di fare questa esperienza lontano da casa in compagnia della sua migliore amica, Tracy Rosenblum. Tracy, però, non aveva superato gli esami di ammissione alla scuola e quindi l’entusiasmo di Kit era presto svanito.

Blackwood, poi, imponente, austera, isolata dal villaggio, circondata da boschi impenetrabili e lambita da un lago placido e immobile, vista dal vero le aveva dato i brividi. Senza parlare di quella strana sensazione che l’aveva percorsa dopo aver varcato il cancello della proprietà: come se fosse in presenza di qualcosa di malvagio.

Eppure Kit è una brava ragazza: non vuole rovinare il viaggio di nozze della madre in Europa e pensa di potersi adattare, nonostante l’aspetto tetro della dimora, le sensazioni negative e il fatto di essere l’unica studentessa dell’istituto.

Il giorno dell’arrivo, Kit fa la conoscenza degli abitanti di Blackwood: l’insegnante di materie umanistiche, nonché preside e proprietaria dell’istituto, Madame Duret statuaria, mora, con due occhi scuri capaci di inchiodare una farfalla al muro; il suo giovane e affascinante figlio Jules, insegnante di musica; il vecchio professor Farley che insegna matematica e materie scientifiche. Oltre al corpo docente, abitano la casa la cuoca, Natalie, una silenziosa ragazza del villaggio, e Lucretia, la vecchia governante di Madame Duret, che la segue fin dai tempi di Londra e Parigi, dove dirigeva altrettanti istituti.

Dopo i convenevoli Kit si dedica all’esplorazione del college. La casa non ha nulla di diverso dalle grandi antiche case americane se non fosse per un certo corridoio troppo lungo e buio al piano superiore, e per le porte delle camere da letto che si chiudono solo dall’esterno, e per il letto a baldacchino antiquato e inquietante che le ricorda quelli descritti in certi racconti dell’orrore, e per folate di aria gelida che attraversano la stanza benché fuori sia ancora caldo e le finestre siano chiuse. La proprietà comprende un lago dalle acque coi riflessi metallici. Tutto attorno sorgono alberi neri, alti e fitti, che sembrano severi guardiani. Un cancello alto e dalle punte aguzze scoraggia chiunque dal provare a entrare nella proprietà. O a uscirne.

La prima notte Kit fa sogni inquietanti: le sembra che il baldacchino si abbassi per soffocarla e in testa le rimbomba un ritornello, ma decide di non dare peso agli incubi. D’altro canto, chi non sarebbe inquieto la prima notte, solo, in un luogo mai visto prima?

Il giorno seguente Kit scopre che, oltre a lei, sono state ammesse a Blackwood solo altre tre studentesse: Sandy, Lynda e Ruth. Lynda e Ruth sono già amiche perché provengono dalla stessa scuola. Ruth pare molto intelligente e portata soprattutto per le materie scientifiche; Lynda, al contrario, sembra superficiale e non molto sveglia, tanto che Kit non riesce a capire come lei sia stata ammessa e Tracy no. Sandy è molto timida ma pare essere molto dotata per le materie letterarie.

Le giornate successive trascorrono all’insegna della normalità, tra lezioni in aula, lezioni personalizzate per il potenziamento dei talenti individuali, occhiate maliziose a quel gran figo di Jules, cene attorno al grande tavolo del salone e chiacchiere davanti al camino.

E’ di notte che qualcosa di misterioso tormenta il sonno delle studentesse, qualcosa che le fiacca nel corpo e nello spirito ma che, in cambio, regala loro nuove conoscenze e talenti. L’inetta e mediocre Lynda, ad esempio, inizia a dipingere autentici capolavori: prima fa a Kit un ritratto che sembra dotato di vita propria, poi dipinge numerose tele raffiguranti paesaggi che non ha mai veduto firmandosi T.C. Sandy inizia a comporre sonetti evocativi e densi di significato. Ruth riempe quaderni su quaderni di complesse equazioni che lei stessa non riesce a comprendere fino in fondo. Kit, infine, inizia a suonare divinamente il pianoforte e perfino a comporre melodie, quando fino a poco tempo prima non sapeva nemmeno solfeggiare.

Cosa sta succedendo? Mentre Lynda, in preda a una specie di frenesia artistica, si reclude in camera e non esce nemmeno per consumare i pasti, Kit, Sandy e Ruth iniziano a maturare l’idea che la casa sia percorsa da oscure energie e sia abitata da misteriose presenze. Sandy è addirittura certa che una donna viva in camera sua e che questa donna, di notte le detti i sonetti.

Messa alle strette da Kit, Natalie infine racconta quello che in paese tutti sanno, e cioè che Blackwood è popolata dagli spiriti degli antichi proprietari. Il signor Brewer, un famoso medium, era vissuto a Blackwood in compagnia della moglie e dei tre figli, finché una notte erano morti durante un drammatico incendio. Brewer era sopravvissuto, aveva restaurato l’edificio ed era in qualche modo riuscito a evocare gli spiriti dei suoi famigliari e a farli tornare dall’aldilà. Anche dopo la morte dell’unico superstite, inquietanti presenze avevano continuato ad aggirarsi nell’ala in cui divampò l’incendio, che è quella in cui dormono le studentesse.

Private della possibilità di comunicare con l’esterno, ormai certe di essere in balia delle anime dei defunti, Kit e le altre capiscono di essere prigioniere di Madame Duret e che dietro una parvenza di normalità si nasconde un progetto orribile e oscuro. Chi è davvero Madame Duret? Un’istitutrice? Una medium? Un’avventuriera senza scrupoli? E Jules sa chi è davvero sua madre e quali sono i suoi traffici?

Persa Lynda, Kit si accorge di aver perduto anche Ruth, sempre più assorbita da complicati teoremi matematici. A differenza di Lynda, che è totalmente inconsapevole di ciò che sta accadendo, Ruth è conscia di essere uno strumento a disposizione degli spiriti di grandi matematici e questo privilegio la esalta e la riempe di orgoglio, tanto che allontana Kit e la evita per quanto possibile. Kit invece vuole salvare se stessa e Sandy e insieme escogitano un piano: cercare di dormire il meno possibile e trovare il modo di fuggire da Blackwood. Cosa davvero difficile, anche perché nel frattempo Madame Duret ha licenziato Natalie, ultimo contatto col mondo esterno, ha intercettato le lettere di Kit e controlla le rare telefonate che le ragazze ricevono sul telefono fisso.

Le cose precipitano fino a una notte spaventosa, quando durante una tempesta, Kit mette Jules di fronte alla realtà e costringe Madame Duret a confessare. Le ragazze vengono così a conoscenza di una verità sconvolgente: Madame Duret è una medium in grado di evocare gli spiriti di grandi artisti, compositori, matematici, poeti, scrittori morti senza aver avuto il tempo di terminare le loro opere. Mette a loro disposizione menti fresche e limpide di ragazze dotate di percezioni extrasensoriali. Durante la notte gli spiriti riversano nelle menti delle giovani le loro conoscenze e di giorno Madame Duret e il professor Farley si appropriano di quadri, sonetti, composizioni musicali e li rivendono al migliore offerente. Blackwood è stata acquistata coi soldi ricavati dalla vendita di un Vermeer che una studentessa parigina aveva dipinto tempo addietro e anche i quadri di Lynda saranno presto venduti a collezionisti in quanto si tratta di dipinti del pittore Thomas Cole, morto nel 1848 a soli 47 anni.

Possibile che nessuno si accorga che sono dei falsi? Certo che no, perché Madame Duret si è dotata di tele dell’epoca, pigmenti naturali, così come di spartiti antichi e fogli di carta vecchia, in modo che quadri, composizioni musicali, sonetti, teoremi siano considerati davvero “originali”.

Kit chiede un’ultima verità a Madame Duret: che fine hanno fatto le studentesse dei college di Londra e Parigi? Quattro si sono suicidate, le altre sono impazzite e sono finite in manicomio. La fine che probabilmente attende Lydia.

Come finisce il romanzo? In un incendio catartico, nel quale Jules avrà un ruolo di primo piano, Madame Duret e il prof. Farley perderanno tutto e le ragazze si salveranno.

Punti di forza del romanzo sono i ritratti psicologici dei personaggi (a partire da quello di Kit, forte, sveglia, dall’indole ribelle) e l’ambientazione, a cui si deve quella suspence che tiene il lettore incollato dall’inizio alla fine.

Il film tratto da Dark Hall ha come protagoniste Uma Thurman nei panni di Madame Duret e AnnaSophia Robb in quelli di Kit. E’ nelle sale dal 1 agosto 2018. Vi lascio il trailer ufficiale in italiano.