Se avete amato i romanzi di Mark Twain, ad esempio Le avventure di Tom Sawyer o Le avventure di Huckleberry Finn, non potete non leggere Il rinomato Catalogo Walker & Dawn di Davide Morosinotto, che nel 2017 si è (giustamente) aggiudicato il Premio Andersen per il miglior libro oltre i 12 anni.

Durante la lettura ritroverete tutti gli ingredienti del grande romanzo di viaggio e avventura: la Louisiana dei primi del Novecento, il bayou malsano e pericoloso, i pregiudizi sociali, le ostilità del Ku Klux Klan verso i neri, non uno, non due, ma ben TRE delitti sconvolgenti, il Mississippi che attraversa l’America, l’inarrestabile progresso della tecnologia e del commercio e soprattutto quattro amici che hanno costruito sulla palude una capanna segreta, dove fumano tabacco e scavano canoe nei tronchi di cipresso e che, per uno scherzo del destino, si trovano a navigare sul fiume controcorrente, fino a Memphis, a Cairo e infine a St. Louis, per proseguire poi in treno verso la meta finale: Chicago. Sul destino dei quattro gioca un ruolo fondamentale il vero protagonista della storia: Il Rinomato Catalogo Walker & Dawn, una sorta di Bibbia illustrata con ben duemila pagine di oggetti acquistabili per corrispondenza da tutta l’America.

Ecco la storia per filo e per segno…

Louisiana 1904. Eddie, Te Trois, Julie e Tit sono quattro amici che vivono in una cittadina che sorge a ridosso del paludoso delta del Mississippi, il bayou, un enorme e pericoloso intreccio di canali, paludi, liane penzolanti, zanzare, velenosi serpenti mocassini e caimani.

A parte Eddie “Ed” Brown, che è il figlio del dottore, ha gli occhiali, studia e ha imparato a parlare con i serpenti e con gli uccelli della palude dal vecchio Joe, l’uomo –medicina degli indiani Choctaw, gli altri tre se la passano davvero male. Te Trois è il terzo figlio della vedova Chevalier, dopo Te Deux e prima di Te Cinq, essendo Te Quatre morto presto. La famiglia è poverissima e vive del duro lavoro di Chuck, il fratello maggiore, alla fattoria. Julie e Tit sono figli della stessa madre, ma di padre diverso, e su questo non ci sono dubbi dato che Julie è bianca e Tit è nero. Tit e Julie vivono in una casupola ai limiti del bayou, da quando la madre, proprio per essere stata con un nero, è stata bollata come prostituta ed è stata bandita dalla cittadina. Eh sì, perché stare con un nero o essere nero nella Louisiana del 1904 non è proprio una passeggiata, vuoi a causa delle bigotte malelingue vuoi per i raid degli affiliati al Ku Klux Klan che una volta per poco non hanno ammazzato Tit. E da allora Tit non ha più parlato con nessuno, nemmeno con Julie.

Per evadere da una realtà fatta di miseria, botte, sopraffazioni, attenzioni particolari non volute, i quattro hanno costruito un Rifugio in un luogo del bayou nascosto tra le canne e protetto dalle sabbie mobili. E’ lì che si rifugiano a fumare tabacco e a costruire una canoa per pescare pescegatti.

Proprio durante una battuta di pesca accade qualcosa che mette in moto la storia: l’amo di Te Trois si impiglia in un barattolo che contiene tre dollari, un piccolo tesoro per chi non ha nemmeno mai visto un penny in vita sua! Che farne? Eddie vorrebbe rimpinzarsi di dolci per tutti i giorni a venire e Te Trois vorrebbe comprare un maialino da crescere, il primo di un allevamento che li potrebbe rendere ricchi. Ma Julie non è d’accordo: invece di spartirsi il bottino e sperperarlo o, peggio, consegnarlo ai genitori, suggerisce di sfogliare le pagine del Rinomato Catalogo Walker & Dawn e scegliere qualcosa di utile da acquistare. La scelta cade su un revolver, una vera “pistola della polizia”! Le difficoltà cominciano con l’invio della domanda di acquisto e continuano col tenere nascosta la vicenda ai genitori, ma è l’apertura del pacco postale che riserva la peggiore sorpresa: invece della pistola arriva un orologio d’argento, per di più rotto, appartenuto a un ferroviere dell’American Company!

Che fine ha fatto la pistola? Sicuramente c’è stato un errore nella spedizione. Come riavere l’articolo ordinato? Mentre gli altri pensano a come restituire l’orologio per poter entrare in possesso dell’arma, Tit è super soddisfatto dell’acquisto, anzi è letteralmente ipnotizzato dal meccanismo, in cui le lancette delle ore e dei minuti procedono a scatti irregolari, saltando dei numeri.

Inaspettatamente arriva al villaggio Jack, che dice di essere un agente della Walker & Dawn incaricato di dare ben 50 dollari a chi restituirà il vecchio orologio. I ragazzi accettano lo scambio ma quando si presentano all’appuntamento scoprono che Jack è un truffatore senza scrupoli. A salvarli da morte certa sono le sabbie mobili del bayou in cui Jack rimane intrappolato e una mamma alligatore che, attirata dalle urla e dalla lampada dello sprovveduto, lo ferisce a morte e lo divora.

Che fare? I ragazzi si rendono conto che intorno all’orologio ruotano grandi misteri e soprattutto la possibilità di realizzare un enorme guadagno: nel portafogli del truffatore trovano infatti una lettera di Mr. Walker in persona che promette una ricompensa di ben 4.000 dollari a gli restituirà l’orologio inviato per sbaglio. E niente, i ragazzi decidono di restituire a Mr. Walker il suo orologio, il problema è COME, visto che non hanno soldi per la spedizione. Come? Semplice: andando a Chicago, sede dei magazzini Walker & Dawn, per consegnarlo di persona e incassare personalmente la ricompensa!

E così Ed, Te Trois, Joju e Tit partono per il Nord, con la pistola e i soldi di Jack, prima a bordo della loro canoa, poi imbarcandosi su un battello a vapore verso New Orleans, Memphis, Cairo, St. Louis e da qui, viaggiando clandestini su un treno fino a Chicago.

Ognuno di loro racconta con la propria voce una parte dell’avventura, che è una fuga piena di speranze e tranelli, ma anche e soprattutto un viaggio di formazione, che cambierà per sempre le loro esistenze. Così sentiamo la prima parte della storia raccontata dall’indomabile ed energico Te Trois, alla ricerca della più grande avventura del mondo. Poi è la voce dello “sciamano della palude” Ed a raccontare la seconda parte del viaggio. E la fine della storia la sappiamo dalla voce di Julie / Jolie Julie / Joju, dura e fredda esteriormente, fragile interiormente.

Il viaggio avventuroso è anche un viaggio attraverso la storia, perché ogni città affollata e pericolosa restituisce uno spaccato della società americana dei primi del Novecento, con i battelli a vapore, le automobili che sfrecciano tra le strade, i treni che attraversano le praterie, la segregazione razziale, gli istituti correttivi per minori, il vagabondaggio… A ricostruire questo mondo perduto ci aiutano le immagini in bianco e nero poste all’inizio di ogni capitolo, che non sono nient’altro che le illustrazioni a corredo del Rinomato Catalogo Walker & Dawn: pubblicità e descrizioni di oggetti e abiti, bottoni, medicinali, martelli, carrozze, selle per cavalli, gioielli, orologi, cappelli, vestiti, scarpe, fucili, cartine, mappe dei territori attraversati e dei percorsi.

Chi di voi è arrivato fin qui si chiederà sicuramente due cose: quali sono gli altri delitti? E poi, Tit non ha raccontato nulla?

Andiamo per ordine. La fine della storia ce la racconta Julie, con l’aiuto di Ellie, una giornalista di Chicago. Il ferroviere dell’American Company che aveva posseduto l’orologio d’argento era il padre di Miss Dawn, la ricchissima proprietaria del Rinomato Catalogo. L’orologio non era rotto ma nascondeva la combinazione per aprire la cassetta di sicurezza in cui Miss Dawn aveva nascosto le azioni al portatore del suo 50% della Walker & Dawn. Mr. Walker, il suo socio, l’aveva uccisa per impossessarsi delle azioni e divenire l’unico proprietario dell’azienda e aveva ucciso anche il fidanzato di lei, che aveva capito il funzionamento dell’orologio. Prima di essere ucciso il fidanzato aveva nascosto l’orologio nel pacco destinato ai ragazzi, che l’avevano ricevuto al posto della pistola. Alla fine, Tit era riuscito a decifrare il codice orario e a capire dove fosse nascosta la cassetta di sicurezza e quale fosse la combinazione per aprirla.

Tit parla alla fine del romanzo, quando ormai è anziano, e ci racconta cosa è stato delle vite dei suoi amici. Le azioni al portatore di Miss Dawn li avevano resi ricchissimi. Ed era tornato a vivere nel bayou, perché – come diceva sempre – uno sciamano non può vivere lontano dalla sua terra. Julie e Te Trois si erano sposati ma la cosa non aveva funzionato. Te Trois era presto partito per mille avventure, per poi morire lontano dagli stati Uniti. Julie era stata eletta senatrice e si era sempre battuta in difesa dei diritti delle bambine. Tit le era stato vicino per tutta la vita.

Per quello che mi riguarda, sono vere le parole dell’autore stampate sulla quarta di copertina: quella che Morosinotto racconta in questo libro è davvero l’avventura che ognuno di noi avrebbe voluto vivere da bambino.