Un libro da leggere nel weekend di Halloween, lo volete? Uno di quelli che fanno paura, sì, ma non ti tolgono il sonno la notte e non ti fanno venire gli incubi, ma ti travolgono eccome e ti risucchiano in un vortice di tensione e curiosità e voglia di continuare a leggere per vedere come va a finire? Beh, ecco, io il titolo di un libro così ce l’ho: è La scorciatoia di Louis Sachar edito dal Battello a Vapore, nella sua nuova collana Vortici, dedicata ai ragazzi dai 12 anni.

Che sia un libro bellissimo, l’ho capito già dall’incipit (La Woodrige Academy, scuola privata di Heath Cliff, Pennsylvania, era stata in passato la residenza di William Heath, personaggio a cui la cittadina doveva il suo nome) e dalle pagine successive dove Sachar introduce l’ambientazione che fa da sfondo alla storia.

Pronti per il riassunto?

Tamaya Dhilwaddi e Marshall Walsh frequentano la stessa scuola privata, ma per due ragioni diverse: Tamaya ha un QI superiore alla media e gode di una borsa di studio; Marshall è un tipo normale, ma i suoi genitori sono disposti a fare dei sacrifici perché credono nei vantaggi di un’istruzione elitaria.

Da tre anni, Tamaya e Marshall percorrono insieme i tre chilometri di distanza casa-scuola, anche se Tamaya frequenta la quinta e Marshall, di due anni più grande, la settima. Per un periodo Tamaya è stata segretamente innamorata di Marshall, poi le cose sono cambiate. Dall’inizio dell’anno scolastico Marshall è diventato un altro: è scorbutico, silenzioso, seccato, spesso sgarbato nei modi. Anche Tamaya si sente spesso un pesce fuor d’acqua e le sembra di essere tagliata fuori dalle situazioni più divertenti: un po’ è colpa della separazione dei suoi genitori e del fatto che suo padre sia andato a vivere a 500 chilometri di distanza; un po’ è dovuto al fatto che le sue amiche di sempre – Hope, Summer e Monica – hanno legato con dei ragazzi più grandi e usano un linguaggio pieno di ammiccamenti, doppi sensi, espressioni che lei non capisce, perché come dicono le sue amiche “lei è una brava bambina”.

Tra questi ragazzi che c’è Chad Hilligas, già espulso da tre scuole, di cui si dice che abbia commesso dei furti, si sia allontanato da casa più volte, affronti gli animali selvatici a mani nude, abbia pessime compagnie ecc ecc. Di certo ci sono solo tre cose: Chad è la disperazione dei suoi genitori, Chad è un bullo, Chad ha preso di mira Marshall, rovinandogli la vita. Ma tutto questo Tamaya non lo sa. E quindi quando il 2 novembre Marshall decide di cambiare strada per tornare a casa e prende la scorciatoia che passa per il bosco, Tamaya sceglie di andare con lui, anche se agli studenti è assolutamente proibito addentrarsi in quell’intrico di alberi, rami, rovi e rocce che si spalanca dietro alla scuola.

Il bosco era silenzioso. Guardando indietro, verso la direzione da cui era venuta, Tamaya si domandò se ne sarebbe mai uscita. Poi sentì un rumore. Rami spezzati e passi irregolari, come di qualcuno che avanzasse barcollando, pestando i piedi. Poi quel qualcuno emerse da un groviglio di sterpi. E lei rimase paralizzata.

Chad purtroppo li ha seguiti e li ha raggiunti. Quando inizia a prendere a calci il suo amico Tamaya – la timida, silenziosa, educata, cortese Tamaya – si fa forza e lo difende: raccoglie una manciata di fango rossastro e peloso e glielo getta in faccia. Poi scappa, insieme a Marshall.

Dopo poche ore a Tamaya succede qualcosa. la mano destra, quella con cui ha toccato il fango filamentoso e fumante, si riempie di bollicine. La mattina dopo le bollicine sono diventate veschiche. All’ora di pranzo l’esantema si è espanso in tutto il braccio e la pelle ha iniziato a ulcerarsi e sanguinare.

Quello stesso giorno Chad non si è presentato a scuola. Tamaya SA il motivo. E anche il lettore lo sa, perché parallelamente alla narrazione principale l’autore riporta le udienze della Commissione del Senato degli Stati Uniti per l’Energia e l’Ambiente: c’è un’indagine in corso, e riguarda la Sunday Farm, uno stabilimento che sorge a pochi chilometri dal bosco e dove si sta lavorando al Biolene, una nuova forma di energia alternativa, costituita da organismi monocellulari ad alta energia che si riproducono binariamente ogni 20 minuti e che dovrebbero essere innocui. Dovrebbero.

Tamaya decide di andare alla ricerca di Chad, con o senza Marshall. Lo trova dove lo aveva lasciato il giorno prima, accecato e con il volto sfigurato. Tamaya cerca di aiutarlo a uscire dal bosco ma non è facile: Chad è cieco e respira a fatica e il fango peloso si è espanso praticamente ovunque.

Tamaya cade in un fosso e quando riesce a risalire è completamente ricoperta di fango. Per fortuna, Marshall ha deciso di seguirla e riesce a trascinare fuori dal bosco entrambi i ragazzi, anche grazie al soccorso delle unità cinofile.

Nei giorni successivi, le conseguenze di quello che è successo nel bosco peggioreranno a una velocità esponenziale e diventeranno inarrestabili. Tamaya, Chad, Marshall, il cane che li ha trovati, il soccorritore rimangono vittime dell’esantema. Nel giro di pochi giorni il numero dei contagiati crescerà vertiginosamente. Verranno chiuse le scuole, l’aeroporto, la stazione, i luoghi pubblici. Gli abitanti di Heath Cliff verranno posti sotto quarantena. Verranno creati ospedali da campo per gestire l’emergenza. Ci saranno morti. Finché il veterinario che ha in cura il cane che ha soccorso i ragazzi non troverà un vaccino.

C’è qualcosa di positivo? Sì: quando Tamaya e Marshall riusciranno a scalfire il guscio di Chad scopriranno che è un ragazzo terribilmente solo, alla ricerca di qualcuno da chiamare “amico” con cui condividere la propria vita.

E il Biolene? E vabbè la fine però leggetela!