Il libero regno dei ragazzi è un romanzo che Davide Morosinotto ha scritto nel 2011 e che la casa editrice Einaudi Ragazzi ha ora ristampato con una nuova veste grafica. Dell’autore avevo letto Il rinomato catalogo Walker & Dawn che mi era piaciuto moltissimo per trama, intreccio e costruzione dei personaggi. Stessa cosa per Lo spacciatore di fumetti. Questo libro, invece, mi ha coinvolto un po’ meno, non tanto per la storia che racconta, quanto per la descrizione dei protagonisti che ho trovato un po’ didascalica e per i dialoghi a volte macchinosi.

Paolo è un ragazzo di 13 anni che vive con la famiglia in un’antica masseria del Salento, immersa fra gli ulivi. Il babbo, insieme a tanti altri suoi colleghi, è stato licenziato dalla locale ditta di serramenti e impegna il suo tempo e le sue forze nella ristrutturazione della masseria. Il suo sogno è quello di farne un agriturismo, anche se i soldi scarseggiano e la burocrazia è lenta e farraginosa nel concedere i permessi. La mamma, invece, lavora qualche ora in una bottega di alimentari del paese per portare a casa i soldi necessari al mantenimento della famiglia e degli studi di Elena, la figlia maggiore che studia all’Università di Bologna.

Paolo trascorre il tempo libero con un gruppo di amici – Antonio, Laerte, Beatrice ed Elena – tra giri in bicicletta, perlustrazioni della campagna, pizze al taglio e invenzioni.

A pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico, durante una delle loro scorribande, i ragazzi trovano una cassa misteriosa, sepolta sotto il pavimento di una pajara. Il baule contiene alcuni abiti fuori moda, un cappello e una lettera scritta di proprio pugno da Giovanni ‘u Rizzo, detto il “Distruggitore di Nemici”, brigante poeta e re delle pietre, che centocinquant’anni prima, aveva dichiarato l’indipendenza della sua masseria dal neonato Regno d’Italia.

Paolo interroga il nonno e scopre così che il brigante Gianni è un suo antenato, passato alla storia per essersi autoproclamato re di quella piccola masseria di Tricase che da allora è di proprietà della famiglia. Quasi per scherzo, decide di ripercorrere le orme del suo antenato e fonda il Libero Regno dei Ragazzi di cui si proclama re e di cui proclama Elena principessa e Beatrice Primo Ministro.

Ben presto, quello che è iniziato come un passatempo di inizio estate, prende una piega realistica: creato il governo, i ragazzi scrivono le leggi del nuovo stato, coniano moneta, danno la cittadinanza ai richiedenti, pattugliano i confini. Ma quando del regno si inizia a parlare perfino su Youtube, arrivano i guai. L’interesse di Elena e Beatrice e la loro rivalità nel contendersi Paolo rende difficile le cose. Il bullo della scuola, Cicco Presti, e la sua banda dei Tristi vogliono essere ammessi al regno e portano da subito scompiglio e discussioni. Non tutti i genitori sono contenti che i figli perdano gli ultimi giorni di scuola dietro a un’idea balzana come quella di un libero regno di ragazzi.

La situazione precipita quando alcuni turisti chiedono al Signor Rizzo di poter campeggiare nella masseria per fare vivere ai loro figli l’avventura del Regno. Il via vai di camper e tende attira l’attenzione dell’amministrazione locale. Leo Palamà, sindaco corrotto del paese, e il losco speculatore ragioniere Fantini – che hanno messo gli occhi sulla masseria e sono pronti a tutto pur di impossessarsene – minacciano denunce penali per campeggio abusivo e negligenza nella cura di minorenni e arrivano perfino a mobilitare le forze dell’ordine.

In un pomeriggio memorabile, Paolo dovrà difendere la corona dall’usurpatore Ciccio Presti, tenere a bada la Banda dei Tristi, distrarre le forze dell’ordine e smascherare i piani di quel farabutto di Leo Palamà! Ci riuscirà grazie all’intervento di una insospettabile paladina della giustizia e dell’onestà. Al termine della giornata dovrà anche scegliere cosa fare del Libero regno dei ragazzi. Nel compiere la scelta lo aiuterà il nonno, che frugando tra le carte dell’archivio parrocchiale ha scoperto perché Giovanni ‘u Rizzo era detto il “Distruggitore di Nemici”.