Come affrontare il tema della morte con i ragazzi? E come farlo in modo non didascalico e con un linguaggio semplice e diretto? Ad esempio leggendo insieme il graphic novel Fantasmi di Raina Telgemeier, edito da Il castoro nel 2017 nella collana Il Castoro Bimbi.

L’innesco della storia è dato dalla grave malattia genetica che colpisce una bambina di otto anni e stravolge la vita della sua famiglia. L’attenzione dell’autrice, tuttavia, non si concentra tanto sul presente, quanto sul futuro, sul dopo, su quello che accadrà quando l’aspettativa di vita si esaurirà e inevitabilmente arriverà il distacco.

Ma partiamo dall’inizio, che per noi è il riassunto!

Un giorno d’agosto Catrina Allende – Delmar e la sua famiglia traslocano. Lasciano la città della California meridionale dove hanno sempre vissuto e si spostano a nord, sulla costa, in una località chiamata Bahia de la Luna. Catrina non è affatto contenta di questo cambiamento, perché ha dovuto dire addio ai suoi amici e perché a Bahia ci sono solo 62 giorni di sole all’anno, per il resto, sono il vento e la nebbia a farla da padrone.

Il trasloco, però, era inevitabile: sua sorella, Maya, è affetta dalla fibrosi cistica, una malattia genetica degenerativa che provoca la formazione di muco nei polmoni, rende difficile la respirazione e causa frequenti infezioni. Dalla nascita Maya convive con giubbotti per le compressioni toraciche, flebo per l’alimentazione forzata e cannule nasali. Purtroppo non esiste una cura definitiva; la brezza fredda e salmastra che soffia incessante dall’oceano può, però, aiutarla a stare meglio.

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Dopo aver preso possesso della nuova casa, Catrina e Maya si dedicano all’esplorazione del villaggio, che ha un’aria maestosa e stregata.

Nello stabilimento balneare abbandonato, conoscono Carlos, che si rivelerà essere il figlio dei loro nuovi vicini di casa e che confessa loro un segreto: Bahía de la Luna è infestata dai fantasmi! La sala giochi è abitata da fantasmi che hanno truccato i giochi per non far vincere gli umani. Al cinema spesso appare il fantasma del proiezionista morto durante l’incendio del 1937. Al molo attraccano navi da crociera e navi pirata fantasma. 

Maya, cosciente della sua condizione ma intenzionata a godersi ogni momento che le resta, è assolutamente determinata a incontrare un fantasma, mentre Catrina non vuole averci nulla a che fare.

L’energia di Maya è difficile da contenere: vuole sapere tutto quel che c’è da sapere sul Dia de los Muertos, il Giorno dei Morti, costruisce un’ofrenda per la sua abuela cioè un altare decorato con fiori, cibo, fotografie e oggetti personali in memoria della nonna materna morta e, soprattutto, vuole parlare un fantasma vero per chiedergli cosa succede quando si muore.

Un pomeriggio di fine agosto Carlos cede alle sue insistenze e la porta al santuario di Bahia de la Luna, un luogo magico dove il nostro mondo e quello dei morti si sovrappongono e dove è facile stabilire un contatto con le anime dei defunti.

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Catrina li segue, determinata a proteggere la sorella, ma non riesce a impedirle di stabilire un contatto con i fantasmi che abitano quel luogo.

Maya è al settimo cielo, ma l’incontro coi fantasmi nuoce al suo stato di salute: gli spiriti, infatti, vivono di aria, di vento, della brezza marina… e del respiro di chi entra in contatto con loro! Così Maya ha un malore e viene ricoverata in ospedale, da cui uscirà solo un mese dopo, dipendente giorno e notte dalla bombola d’ossigeno.

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Ottobre trascorre senza grandi scossoni. Maya è in convalescenza e non può uscire da casa; Caterina, invece, ha iniziato la nuova scuola e si è fatta delle amiche che sono in fibrillazione per il Dia de los Muertosquando i morti vengono a trovare i vivi e i vivi organizzano in loro onore una grande festa mascherata con cibo, musiche e balli scatenati. Maya, che pure sa di non poter partecipare alla festa, vuole comprare il costume da Halloween e convince Catrina a vestirsi da calavera Catrina, il simbolo messicano della morte.

La notte dei morti Catrina vorrebbe rimanere in casa a far compagnia alla sorella, ma Maya la convince a uscire per sconfiggere la sua paura dei fantasmi e, soprattutto, la paura della morte. Il motivo è molto semplice: così, non avrà paura di incontrare il suo spirito quando anche lei sarà morta.

Fantasmi di Raina Telgemeier

In piazza, Catrina conosce il fantasma di Tio José, lo zio di Carlos, morto quando aveva solo otto anni. Insieme, Catrina, Carlos e Tio Josè portano un po’ della festa a casa di Maya.

A notte inoltrata, quando tutti se ne sono andati, gli Allende – Delmar restano soli e trovano una sorpresa in cucina: sull’ofrenda della abuela è pronto il tipico banchetto funebre messicano. Chi l’ha preparato le pietanze? Chi ha imbandito la tavola? Tutti si siedono attorno alla foto della nonna e celebrano il suo ricordo, godendosi il momento senza farsi troppe domande. Né sul presente, né sul futuro.

Raina Tegelmeier affronta il tema drammatico della morte (ancora più ansiogeno se pensiamo che qui si parla della morte di bambini) con leggerezza e lievità.

Contribuisce lo stile cartoonesco con cui sono tratteggiati i personaggi, “pupazzetti” che quando saltano fanno Puff!, quando cadono fanno Patapum! e quando tossiscono fanno Coff! Coff!

Anche gli oggetti parlano un linguaggio familiare ai lettori di fumetti: Crunch! fanno le foglie secche calpestate, Pop! le bottiglie di gazzosa quando vengono stappate, Whooooo! il vento che spira dal mare.

La festa del Dia de los Muertos, poi, è un’esplosione di vitalità, gioia, musica, colori – soprattutto colori – che aiuta i vivi a liberarsi dalla paura della morte e della vita ultraterrena.

Per quello che mi riguarda, Fantasmi è un graphic novel da leggere e consigliare di leggere.