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Il mio amico geniale

Il mio amico geniale anteprima

Il mio amico geniale, pubblicato da Camelozampa nel 2021, è la nuova edizione tradotta da Sara Saorin, con la copertina illustrata da Cristina Portolano, del romanzo breve di Gary Paulsen intitolato The Schernoff Discoveries. In precedenza, era stato tradotto in italiano con il titolo Il mio amico Harold e pubblicato dalla Mondadori nella collana Shorts, una collana davvero mitica che raccoglieva storie interessanti, ben scritte, che si leggevano in due ore o poco più.

Quando la Mondadori pubblicò gli shorts – eravamo alla fine degli anni Novanta – ne comprai parecchi. Alcuni li ho letti subito; altri erano rimasti a ronfare per qualche tempo, impilati sugli scaffali della mia libreria. Il mio amico Harold era stato tra i titoli che mi avevano convinta di più, per questo ve lo ripropongo, come una chicca da non farsi sfuggire.

La storia ruota attorno all’amicizia tra il narratore, Gary, e Harold Schernoff, un ragazzo geniale e appassionato di scienza, che applica metodi scientifici per affrontare la quotidianità della sua spesso complicata adolescenza, con risultati tanto disastrosi quanto esilaranti. Il racconto è scandito da sette capitoli, ognuno dei quali presenta un esperimento ideato da Harold per affrontare meglio l’adolescenza.

Un libro delizioso sulla vita quotidiana di un nerd e uno sfigato determinati a sopravvivere all’America degli anni Sessanta, tra radiotrasmettitori, auto sgangherate, film, bulli e pupe, Pepsi, hamburger e noccioline.

La riedizione è stata anche premiata nel 2020 con il Premio Andersen come “Miglior libro che ci manca”.

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Il riassunto di “Il mio amico geniale”

Più diversi non possono essere, Harold e Gary. Ma dal giorno in cui si conoscono diventano amici per la pelle, forse perché Harold è l’unico amico che Gary può permettersi e viceversa. Gary è un adolescente in difficoltà, alle prese con i problemi familiari e le difficoltà della scuola media, i primi approcci fallimentari con le ragazze e tutte le altre assurdità della crescita.

Ciò che rende la sua vita davvero unica è l’amicizia con Harold Schernoff, un piccolo genio con la passione per la scienza. Un vero e proprio nerd, convinto che ogni problema della vita possa essere affrontato e risolto applicando il rigoroso metodo scientifico. Solo che le sue teorie non funzionano sempre come previsto e i risultati pratici sono spesso clamorosi – e ridicoli – fallimenti.

Partiamo allora con il primo capitolo – “Gli effetti benefici dell’elettricità”– dove Harold è convinto che l’elettricità possa essere la chiave per migliorare la memoria e, di conseguenza, i risultati scolastici. Secondo lui, i segnali elettrici del cervello possono essere potenziati usando un casco modificato collegato a una batteria. Ovviamente serve una cavia… Come potete immaginare le cose non vanno per il verso giusto e l’esperimento si trasforma presto in un disastro.

Nel secondo capitolo, Harold vuole dimostrare che l’intelligenza batte la forza bruta e per farlo affronta uno dei bulli della scuola – un energumeno tutto muscoli e niente cervello – usando la logica. Progetta quindi un piano strategico per prendere in trappola il bullo e metterlo in ridicolo, ovviamente ricorrendo all’aiuto di Gary. Anche in questo caso le vicende prendono una piega imprevista e scatenano una buona dose di caos e comicità.

Nel terzo capitolo, Harold è convinto che esista un metodo infallibile per conquistare le ragazze. D’altronde, tra due persone che si piacciono si dice che “ci sia della chimica”. E quindi, perché non provare? Così, studia a tavolino una tecnica scientifica di seduzione: dall’osservazione comportamentale, all’analisi del linguaggio del corpo, al calcolo delle probabilità di successo, alla tabella del momento migliore per provarci. Sarà un successo? Mah, non credo…

Quarto capitolo: Harold si mette in testa che la forza di gravità può essere aggirata e che, quindi, è possibile saltare da un tetto in modo perfettamente rallentato e controllato, in modo da non farsi male. A chi tocca testare la teoria con risultati sconfortanti? Bene, avete indovinato.

Nel capitolo successivo Harold torna ad applicare la scienza alle relazioni umane. Esistono delle regole che portano scientificamente due persone a diventare amiche? Certo che sì. Secondo il nostro genio potrebbero essere: i regali, un piano di conversazione, programma degli atti di gentilezza. Ma siamo sicuri che l’oggetto dell’esperimento apprezzi tutto questo impegno?

Dopo aver scoperto la bellezza della natura, Harold vuole sfruttare la scienza per pescare più pesci di tutti. Studia quindi le abitudini dei pesci, analizza i movimenti dell’acqua, sceglie le esche più appropriate e progetta una tecnica infallibile, sicuro che l’esperimento avrà successo. Come avrete capito, il fiume non collabora. Tra esche inutili, reti che si incastrano e pesci che non si fanno vedere, anche una giornata di svago si trasforma in una serie di memorabili disavventure.

Ultimo capitolo: Harold decide di capire meglio il concetto di “ricchezza”. Si rende conto che la gente pensa spesso ai soldi, ma per lui, la vera ricchezza non è quella materiale. Così, inizia a fare un esperimento filosofico per scoprire quali sono le cose che davvero arricchiscono la vita. Parlando con Gary, passa in rassegna tutte e cose che rendono la vita “ricca”: l’amicizia, le risate e tutte le altre esperienze quotidiane che ci fanno sentire bene. Tutte cose che non possiamo comprare.

La recensione di “Il mio amico geniale”

Perché accontentarsi di una vita ordinaria quando puoi avere un amico come Harold Schernoff? E dire che a guardarlo non si direbbe proprio: a 14 anni veste come un impiegato trentenne, porta le biro nel taschino, si spalma di brillantina e parla come un’enciclopedia. Eppure Harold è tutt’altro che un secchione. E’ una fucina di invenzioni e di idee, che messe in pratica si rivelano disastri di proporzioni bibliche.

Al suo fianco, c’è Gary, non ancora scrittore famoso e benestante, ma quattordicenne figlio di due alcolizzati che non si curano di lui, problematico, senza un soldo in tasca, tristo a scuola, ma pieno di buon senso, dote indispensabile per chi, come lui, vive più in strada che a casa.

Harold e Gary attraversano la loro adolescenza come potrebbero farlo due soci che si trovano a fare i conti con una crisi mondiale, o due marinai che devono attraversare un mare in tempesta. Le prove da superare sono molte: l’indifferenza delle ragazze, prima fra tutte la bellissima Julie Hansen, il disprezzo e gli scherzi dei giocatori della squadra di football della scuola, come Duane Larsen, le angherie del bullo della scuola, Dick Chimmer.

Ma, grazie alla loro amicizia, all’inventiva di uno, al buon senso dell’altro, riescono a sopravvivere ai guai e, per inciso, anche a una serie di avventure rocambolesche: la prima discesa con gli sci, la prima battuta di caccia, un mattino di pesca, il lavoro serale al boowling come raccatta-birilli e quello al campo golf come raccatta-palle, la prima uscita in macchina.

Formato tascabile, leggero e sottile, Il mio amico geniale si legge in un pomeriggio. La storia è leggera, semplice e frizzante, spesso strappa una risata, ma questo non significa che sia una storiella. Al contrario, è un romanzo ad alto peso specifico, vicino al vissuto dei pre-adolescenti, “per affrontare in modo diretto e con la speranza come bussola paure e sogni”.

La scheda editoriale

Consiglio Il mio amico geniale di Gary Paulsen a chi vuole sorridere a ogni pagina! Se vi ho incuriositi e volete leggerlo, potete cercarlo sugli scaffali delle biblioteche pubbliche e prenderlo in prestito. Se invece preferite comprarlo, lo trovate nella vostra libreria di fiducia, su l sito dell’editore, oppure potete ordinarlo su Amazon e farlo arrivare direttamente a casa vostra!

La citazione del cuore

Esiste sempre una soluzione. Per qualunque cosa. Sempre. A volte non è piacevole e nemmeno semplice, ma una soluzione c’è comunque.

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