Sandokan, la Tigre della Malesia di Emilio Salgari è una storia che ruota attorno a grandi sentimenti che fungono da motore dell’azione: sono il senso della famiglia e il valore dell’amicizia, l’onore, il coraggio, la perseveranza, la sete di vendetta e, forse più che in altri romanzi, l’amore.

Come il Corsaro Nero, anche Sandokan è fighissimo: giovane, bello, di nobile stirpe, in forma fisica spettacolare, fiero, leale, coraggioso, educato, romantico. Come lui è vittima di una ingiustizia e vuole vendetta. Come lui conosce il vero amore che, per beffa del destino, pare essere proprio la persona sbagliata.

Guido Sgardoli ha condensato la vicenda di Sandokan in poco più di 70 pagine illustrate per i tipi della casa editrice EL. Il libro fa parte della collana I classicini.

Il riassunto

Metà del XIX secolo, arcipelago della Malesia.

Il pirata Sandokan, detto la Tigre della Malesia, dall’isola di Mompracem disturba i traffici dei colonizzatori inglesi, colpevoli di aver invaso il suo paese, asservito il suo popolo e di aver sterminato la sua famiglia e confiscato tutti i suoi beni. 

Sandokan è, infatti, l’ultimo superstite di una nobile famiglia decimata dagli invasori e la vendetta è divenuta l’unico scopo della sua esistenza. Attorno a lui c’è un manipolo di pirati provenienti da tutto il sud-est asiatico, soprannominati Tigrotti per il coraggio e la ferocia che li contraddistingue. A Mompracem vive anche Yanez De Gomera, un avventuriero portoghese che Sandokan venera come un fratello di sangue.

Conosciamo Sandokan in un momento difficile: un incrociatore inglese ha affondato il suo praho, l’equipaggio è perduto e lui stesso, gravemente ferito, è caduto in mare.

Approdato privo di conoscenza sulle coste di Labuan, viene recuperato e curato in casa di Lord James Guillonk, il governatore dell’isola.

Entrato nelle grazie di Lord James, che non lo ha riconosciuto, Sandokan si innamora, ricambiato, di sua nipote, Marianna detta la Perla di Labuan per la sua incredibile bellezza.

Durante una battuta di caccia alla tigre, William Rosenthal, un capitano della marina inglese spasimante di Marianna e presente al momento dell’attacco al praho, riconosce Sandokan, che è costretto a fuggire, promettendo alla giovane di ritornare per portarla via con sé.

Nella foresta Sandokan ritrova Giro-Batol, un tigrotto scampato al naufragio, e insieme fanno ritorno a Mompracem a bordo di una canoa.

Qui la Tigre chiede aiuto all’amico fraterno Yanez, che mette a punto un piano per permettere ai due innamorati di ricongiungersi.

Nel corso della navigazione verso Labuan, una terribile tempesta disperde i prahos e solo la nave di Sandokan e Yanez riesce a toccare la costa.

Durante l’assalto alla villa di Lord Guillonk, Sandokan riesce a trovare Marianna, prigioniera dello zio, ma viene ancora una volta scacciato dalla guardia inglese. Mentre Lord Guillonk e Marianna fuggono verso la capitale Vittoria, i Tigrotti riescono a liberare la giovane e a portarla con loro, ma hanno gli inglesi alle calcagna.

Sulla costa il praho è pronto per salpare: Sandokan, Marianna e Yanez raggiungono Mompracem, dove la ragazza viene acclamata regina dai pirati.

Il giorno successivo, una coalizione di inglesi e spagnoli, aiutati dal sultano di Varauni attacca la roccaforte della Tigre. L’attacco è devastante: gli inglesi conquistano Mompracem e fanno prigionieri Sandokan e Marianna. Sandokan è condannato a morte. Prima dell’esecuzione, durante l’ultimo saluto, Sandokan confida a Marianna il suo piano e ingerisce una dose di veleno che gli procura una morte apparente. Viene così gettato in mare e il suo corpo viene recuperato da Yanez e i Tigrotti.

Un ultimo assalto alla nave inglese riesce finalmente ad avere un esito positivo: Marianna è libera, Sandokan rinuncia alla vita piratesca mormorando “La Tigre è morta per sempre…”

Mi è piaciuto perché…

Nonostante Sgardoli condensi una storia di 300 pagine in sole 70 pagine la sua riduzione ha molti punti di forza: la fedeltà al romanzo originale, il formato tascabile, le pagine patinate, le illustrazioni disneyane di Nora Moretti. 

Inoltre il libro può essere utilizzato per introdurre il personaggio della Tigre della Malesia già a lettori di 8 anni, che difficilmente potrebbero affrontare la lettura dell’opera in versione originale.

Dal racconto di Salgari sono stati tratti film, sceneggiati per la televisione, film di animazione. La più evocativa rimane la mini-serie trasmessa dalla Rai nel 1976, che aveva come interpreti Kabir Bedi nel ruolo di Sandokan, Philippe Leroy in quello di Yanez De Gomera e Carole André in quello di Marianna Guillonk.

Vi posto il video della sigla.

Vi posto il video e il testo della bellissima “Yanez”, una canzone di Davide Van De Sfroos. Dopo tutte ‘ste tragedie facciamoci due risate, no?