Il questi giorni di vita da pendolare ho riscoperto le short stories pubblicate dalla Mondadori nella collana Shorts. Quando uscirono ne avevo acquistate parecchie, alcune le avevo anche lette, ma molte erano rimaste a ronfare impilate su uno scaffale della libreria. E niente, i titoli in collana sono perfetti per chi vuole leggere durante un viaggio in treno!

Formato tascabile, leggeri e sottili, di lunghezza variabile tra le 60 e le 80 pagine, si leggono in meno di due ore. Le storie sono lievi, semplici e frizzanti. Spesso strappano una risata. Questo non significa che siano storielle, anzi. Alcuni titoli proposti all’interno della collana sono vere chicche.

Come Il mio amico Harold di Gary Paulsen.

Ecco il riassunto.

Perché accontentarsi di una vita ordinaria quando puoi avere un amico come Harold Schernoff?

E dire che a guardarlo non si direbbe proprio: a 14 anni veste come un impiegato trentenne, porta le biro nel taschino, si spalma di brillantina e parla come un’enciclopedia.

Eppure Harold è tutt’altro che un secchione. E’ una fucina di invenzioni e di idee, che messe in pratica si rivelano disastri di proporzioni bibliche.

Al suo fianco, c’è Gary Paulsen. Non lo scrittore famoso e benestante, ma il Gary quattordicenne, figlio di due alcolizzati che non si curano di lui, problematico, senza un soldo in tasca, tristo a scuola, ma pieno di buon senso, dote indispensabile per chi, come lui, vive più in strada che a casa.

Più diversi non possono essere, Harold e Gary. Ma dal giorno in cui si conoscono diventano amici per la pelle, forse perché Harold è l’unico amico che Gary può permettersi e viceversa.

Harold e Gary attraversano la loro adolescenza come potrebbero farlo due soci che si trovano a fare i conti con una crisi mondiale, o due marinai che devono attraversare il mare in tempesta.

Le prove da superare sono molte: l’indifferenza delle ragazze, prima fra tutte la bellissima Julie Hansen, il disprezzo e gli scherzi dei giocatori della squadra di football della scuola, primo fra tutti Duane Larsen, le angherie del bullo della scuola, Dick Chimmer.

Ma, grazie alla loro amicizia, all’inventiva di uno, al buon senso dell’altro, riescono a sopravvivere ai guai e, per inciso, anche a una serie di avventure rocambolesche: la prima discesa con gli sci, la prima battuta di caccia, un mattino di pesca, il lavoro serale al boowling come raccatta-birilli e quello al campo golf come raccatta-palle, la prima uscita in macchina.

Un libro delizioso sulla vita quotidiana di un nerd e uno sfigato determinati a sopravvivere all’America degli anni Sessanta, tra radiotrasmettitori, auto sgangherate, film, bulli e pupe, Pepsi, hamburger e noccioline.

Se vi ho incuriositi e volete leggere Il mio amico Harold di Gary Paulsen, lo trovate sugli scaffali delle biblioteche di pubblica lettura e, forse, in qualche sito di remainders. Fossi nella Mondadori, io lo ristamperei continuamente.