La morte di Marjane Satrapi, avvenuta il 4 giugno 2026 all’età di 56 anni, ha riportato l’attenzione internazionale sulla sua opera più celebre – Persepolis. Storia di un’infanzia – che a 25 anni dalla prima pubblicazione continua a essere uno dei graphic novel più letti e studiati al mondo.
Ve ne avevo parlato in un post del blog molti anni fa ma ora sento il bisogno di ritornarci sopra, perché la scomparsa di Marjane Satrapi mi ha toccato nel profondo, per tanti motivi. Soprattutto per la causa della sua morte, attribuita da parenti e amici al non aver superato il dolore per la morte del marito Mattias Ripa, l’amore della sua vita, avvenuta un anno fa. Lascio agli psicologi la spiegazione scientifica di come sia possibile morire d’amore – per un amore negato, di troppo amore, per un amore perduto, o come in questo caso specifico per la morte dell’amato. La cosa che mi interessa invece è riflettere un attimo sull’eterna dialettica di eros e thanatos, il legame misterioso e profondo tra la spinta alla vita e la spinta alla morte.
L’altra domanda che mi sono fatta è se rileggere Marjane Satrapi dopo la sua scomparsa ha un senso. Certamente sì. Con la morte dell’autrice Persepolis è diventato un testamento spirituale, oltre che un documento storico, capace di mostrare alle nuove generazioni come la memoria individuale possa innescare una riflessione universale sulla libertà, la resistenza e la ricerca della propria identità.
Oggi più che mai Persepolis ci aiuta a capire la complessità della società iraniana, la condizione delle donne sotto il regime degli ayatollah e come le grandi vicende politiche incidono profondamente sulla vita quotidiana delle persone che le vivono, e che spesso purtroppo ne sono travolte e stravolte.
Riassunto e recensione di Persepolis. Storia di un’infanzia
Teheran, 1979. Marjane ha 9 anni ed è figlia unica di una famiglia benestante e dagli ideali moderni e progressisti. Studia in una scuola francese e laica ed è una bambina come tutte le altre, con speranze e progetti per il futuro. Forse il fatto di sostenere di parlare con Dio, di credersi l’ultimo grande profeta e di aver scritto un libro sacro non ne fanno propriamente “una bambina come tutte le altre”. Resta il fatto che gioca, si veste e ride come tutte le coetanee.
Nel 1980, tutto cambia. Marjane va a una scuola per sole bambine e deve indossare il velo. Perché? Perché nel frattempo c’è stata una rivoluzione, la “rivoluzione islamica”.
L’ultimo scià della dinastia Pahlavi, Reza, è stato deposto e si è instaurato un regime teocratico sciita che ha chiuso le scuole occidentali, ha favorito la separazione fra i sessi, ha reintrodotto l’obbligo per le donne di indossare in pubblico il chador, o in alternativa, un ampio fazzoletto scuro che copra i capelli (hijab).
Per par condicio, il regime ha introdotto anche l’obbligo per gli uomini di tenere la barba lunga, le braccia coperte e di indossare la camicia fuori dai pantaloni.
Marjane mostra una certa indifferenza verso i nuovi obblighi, non li capisce. Perché poi hanno deposto e costretto lo scià ad andare in esilio? I genitori e la nonna decidono che è arrivato il momento di raccontarle la verità.
I Satrapi sono imparentati alla lontana con l’ultimo scià della dinastia Qajar, spodestata dai Pahlavi. I Pahlavi hanno perseguitato la sua famiglia con ostinazione. Il nonno di Marjane è stato un prigioniero politico, come molti altri parenti; sua madre Taji è stata tenuta d’occhio per gli ideali di un moderato femminismo; anche il padre Ebi, di idee moderne e libertarie, documenta spesso le manifestazioni anti-scià con la sua macchina fotografica. La politica dell’ultimo scià è stata improntata alla repressione dell’opposizione.
Marjane è stupita e decide di leggere “qualcosa” per capire come stanno veramente le cose. Lo fa a suo modo, ovviamente, divorando libri su Che Guevara, il comunismo, il marxismo, il materialismo storico!
All’inizio della fase rivoluzionaria il fronte anti-scià è variegato. 3000 prigionieri politici vengono liberati, tra cui due amici della famiglia Satrapi, Siamak Jari, giornalista comunista, e Mohsen Chakiba, rivoluzionario comunista. Torna a casa anche lo zio Anush, uno dei 6 figli maschi di nonna, che diviene l’eroe di famiglia.
In seguito, la repubblica islamica – eletta col 98% dei voti – mette al bando bevande alcoliche, giochi di carte e ogni comportamento non conforme alla shari’a. Le università vengono chiuse. Viene istituita una sorta di corpo di guardia della rivoluzione col compito di sorvegliare l’osservanza della legge islamica.
Man mano che le settimane passano, le pressioni ed il controllo sulla vita privata da parte del nuovo regime aumentano e gli studenti islamici si dimostrano non meno feroci del vecchio esercito dello scià, quando si tratta di reprimere le manifestazioni di piazza.
I nemici dello scià di allora, liberati come eroi, divengono ben presto perseguitati come nemici della repubblica islamica. Mohsen viene assassinato e Chakiba deve fuggire per portare in salvo quel che resta della famiglia. Lo zio Anush viene catturato e ucciso in quanto spia russa. Generali, ufficiali, piloti dell’aviazione vengono giustiziati per via della loro vicinanza al vecchio regime.
Ebi e Taji decidono di partire assieme a Marjane per una lunga vacanza in Italia e in Spagna. Proprio mentre si trovano in Europa scoppia la guerra tra l’Iraq di Saddam Hussein e l’Iran degli ayatollah.
Tornata in patria, inizialmente Marjane vive con patriottismo l’evolversi del conflitto, manipolata dalla propaganda di regime a scuola. Più passa il tempo, più le è chiaro che la guerra è un massacro insensato. Saddam Hussein bombarda i pozzi petroliferi nel Sud dell’Iran, i profughi raggiungono Teheran, Teheran stessa subisce le incursioni degli F-14, la benzina scarseggia e così i viveri. Ebi e Taji ospitano una famiglia di profughi. Marjane è disincantata. Ha capito che gli ideali di sacrificio e martirio in nome della Patria sono strumentalizzazioni del governo volte all’arruolamento di adolescenti, che divengono carne da macello.
Chi ha i mezzi per farlo, espatria verso gli Stati Uniti, almeno fino alla crisi con l’ambasciata americana e alla relativa sospensione dei visti. Chi resta, deve fare i conti con i bombardamenti e l’effetto dell’uso di armi chimiche da parte di Saddam. Marjane è cresciuta e mostra un carattere battagliero e impavido: si scontra più volte con le sue insegnanti, zelanti figlie della Rivoluzione, attente a proibire alle loro allieve di truccarsi o indossare gioielli.
I genitori, orgogliosi della fermezza e dell’integrità di Marjane, sono tuttavia molto preoccupati per la sua incolumità. Decidono allora di mandarla a studiare in un collegio francese in Austria, lontana dal regime, ma anche dalla famiglia. Marjane è pronta a partire; i suoi genitori si dimostrano non altrettanto pronti alla separazione.
La scheda editoriale
- Titolo: Persepolis
- Autore: Marjane Satrapi
- Casa editrice: Rizzoli Lizard
- Età di lettura: Young Adults
- Consigli di lettura: A chi piace l’incontro con culture differenti e apprezza il modo di raccontare la Storia partendo dalla propria esperienza personale.
L’edizione che ho letto è quella di Sperling & Kupfer., che ormai non è più in commercio. In libreria potete acquistare la più recente, di Rizzoli Lizard, che contiene la parte 1 e la parte 2. La trovate anche su Amazon https://amzn.to/4e2cFxq.

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