Tra i generi che preferisco ci sono il giallo, il thriller e il mistery e se mi capita di trovare un libro in cui c’è un mistero da svelare e la tensione sale pagina dopo pagina rischio di passare la notte sveglia pur di sapere come va a finire.

Amiche per la pelle (Slumber Party) di Christopher Pike è un esempio di romanzo congegnato davvero bene, in cui convivono gli elementi del giallo classico (ci sono una scomparsa, un’indagine, degli indizi e dei sospettati) e quelli del mistery (la sparizione potrebbe essere collegata a un fenomeno soprannaturale). La tensione narrativa è alta e il ritmo incalzante.

Anche l’ambientazione esaspera l’ansia e il senso di claustrofobia di chi legge. C’è una casa di montagna enorme e dotata di ogni confort ma isolata e dall’aspetto inquietante: un labirinto di camere, corridoi, porte che cigolano, travi che scricchiolano… e un sotterraneo in cui è assolutamente vietato scendere. Come se non bastasse c’è anche una tormenta di neve che riduce al minimo la visibilità, lastre di ghiaccio che rendono impossibile il transito di auto e mezzi di soccorso, un paesaggio silenzioso e ostile da cui sembra impossibile fuggire.

Protagoniste sono sei amiche, che organizzano un pigiama party nello chalet di montagna di una di loro. Cinque di loro sono sopravvissute a un’esperienza tragica, sconvolgente, che le ha segnate nel profondo, nonostante anni di terapie e percorsi riabilitativi. Una è una new-entry, di cui si sa poco o nulla.

Tutto bene, alla fine? No, perché “non puoi lasciare sei ragazze bloccate in una casa” per un weekend senza che si inneschi una spirale di inspiegabili sparizioni, rivalità, bugie e segreti che porteranno a una terribile resa dei conti.

Il riassunto

Rachel, Mindy, Lara, Dana e Nell sono compagne di classe all’ultimo anno di una high school americana, ma soprattutto sono amiche per la pelle fin dalla prima infanzia. Hanno fatto le scuole insieme già dalle elementari, vivono nello stesso quartiere e le loro famiglie si conoscono e intrattengono rapporti cordiali.

Rachel e Lara sono due autentiche bellezze, entrambe candidate a vincere il titolo di reginetta della scuola.

Rachel tiene tantissimo a vestire la fascia di più bella del liceo e investe tutto il tempo libero e gran parte delle sue energie nella cura del suo aspetto. Dieta, sport, parrucchiere, estetista, shopping… una vita frenetica e impegnativa, volta a soddisfare un unico imperativo: piacere. Sedurre è l’altra attività in cui Rachel eccelle. Il corpo slanciato e sinuoso, il seno formoso, lo sguardo ammaliante e labbra carnose sono le armi di cui si serve per far perdere la testa ai ragazzi e sfruttarli a proprio vantaggio.

Anche Lara è bella, ma la sua è una bellezza meno esplosiva. Alla dieta ferrea preferisce concedersi qualche sgarro, allo sport lo studio, alla seduzione il dialogo e la conversazione.

Tra Rachel e Lara c’è competizione, inutile negarlo, e ognuna delle due ha un’amica speciale che la spalleggia e la mette in guardia dai tranelli, veri o presunti, dell’antagonista. Rachel ha Mindy, carina ma vuota e lamentosa, una sua brutta copia anche in fatto di capacità seduttive. Lara ha Dana e da qualche tempo anche Celeste.

Di Celeste si sa poco o nulla perché è arrivata in città all’inizio dell’anno scolastico. Orfana di entrambi i genitori è ospite della zia. Esile, pallida, con i capelli ramati e uno sguardo innocente, non ama essere al centro dell’attenzione, non vuole parlare di sé, non risponde a domande sul suo passato. Si è legata a Lara dopo essersi conosciute casualmente in biblioteca e Lara se la porta dietro, un po’ per generosità un po’ perché le fa pena, così spaesata e sola.

Poi c’è Nell, la figlia dei proprietari dello chalet. E’ la ricca del gruppo e i genitori ne esaudiscono ogni desiderio, soprattutto dopo il tragico evento in cui fu coinvolta molti anni prima.

Durante un pigiama party a cui avevano partecipato Rachel, Mindy, Lara, Dana e sua sorella minore Nicole, le più grandi si erano scolate il contenuto del mobile bar del padre, poi avevano deciso di fare una seduta spiritica.

Allestito il salotto con una tavola ouija e accese candele ovunque avevano evocato uno spirito malvagio, che aveva predetto la morte di Nicole.

Il gioco era presto degenerato in una lite furibonda e le bambine erano passate dalle parole ai fatti: tra strattoni e spintoni, qualcuna aveva fatto cadere Nicole, che a sua volta aveva fatto cadere le candele e provocato un principio di incendio.

Lara, presa dal panico, aveva afferrato la prima bottiglia a disposizione e, cercando di spegnere l’incendio, aveva versato il contenuto sul fuoco. Purtroppo nella bottiglia non c’era acqua ma whiskey e l’alcool aveva alimentato le fiamme.

Una fiammata incredibilmente violenta aveva investito in pieno Nicole, provocandole ustioni gravissime in tutto il corpo. Dopo un breve ricovero in ospedale, la piccola era morta senza mai riprendere conoscenza ed era stata sepolta nella massima riservatezza, senza che fosse permesso a nessuno di vedere la salma.

I suoi genitori avevano lasciato Oakland insieme a Nell, ustionata al volto e bisognosa di cure specifiche e di un percorso di elaborazione del lutto.

Da allora erano trascorsi otto anni. Le bambine erano cresciute, Nell era rientrata in città, ognuna aveva superato la tragedia come meglio aveva saputo: Rachel non parlava mai di quella sera, Lara aveva imparato a convivere con gli incubi, Mindy e Dana evitavano di tornare sull’argomento, Nell si era legata sempre di più alle amiche.

Eppure tante cose su quella sera non erano state dette, tanti particolari erano stati rimossi, troppi silenzi e omissioni erano calati sulla vicenda, a partire dalla decisione dei genitori di Nicole di non rivolgersi a un avvocato per chiarire la dinamica dei fatti.

Così il pigiama party organizzato nello chalet, lontano da essere un fine settimana all’insegna del divertimento sulla neve, scaraventa le ragazze in un nuovo incubo, in cui il fuoco ha ancora un ruolo sinistro e determinante.

Il pupazzo di neve fatto dietro casa si liquefa nonostante la temperatura sotto zero, Dana scompare senza lasciare traccia di sé e nel luogo in cui vengono ritrovati i suoi sci viene rinvenuta anche una manciata di cenere e ossa, il sotterraneo dello chalet è stipato di taniche di liquido altamente infiammabile.

Scoppia una tormenta e le ragazze sono costrette a rinchiudersi in casa. Man mano che passano le ore il livello di stress aumenta e con esso le rivendicazioni, le recriminazioni, i sospetti.

Rachel rinfaccia a Lara di averle fregato Percy, un ragazzo appena conosciuto e che le piaceva. Lara la accusa di averla fatta cadere apposta sulle piste da sci e di aver quasi tentato di ucciderla. Mindy si gode le attenzioni di Cal e sembra contenta che Dana, sua rivale in amore, sia scomparsa senza lasciare traccia. Tra Celeste e Nell pare essere successo qualcosa di cui le altre non sono a conoscenza: non si parlano, non si guardano, evitano di trovarsi da sole nella stessa stanza.

Nel corso di una notte lunga quasi come un’intera vita, l’equilibrio psicologico ed emotivo di Lara sembra vacillare: vede Rachel solo come una potenziale assassina ormai, è in ansia per Dana, sospetta che Rachel c’entri qualcosa nella sparizione, sospetta anche di Celeste, da quando Nell le ha fatto notare che nessuno sa nulla del suo passato e potrebbe pure essere una pazza psicopatica di cui tutte sono in balia.

In un crescendo claustrofobico e orrorifico, il lettore scopre che c’è qualcuno manipola persone e vicende a proprio piacere, attribuendo a presunti eventi soprannaturali gli effetti del proprio desiderio di vendetta.

Mi è piaciuto perché…

Un libro – come vi dicevo – molto ben costruito e coinvolgente nonostante gli anni che ha sulle spalle e che influiscono sulla vicenda (no tablet, no laptop, no smartphone, ma un telefono a linea fissa con tanto di cornetta, per capirci)

Vicenda a parte, mi ha fatto riflettere sul tema dell’amicizia. Può l’amicizia sopravvivere a un fatto tragico, in cui ognuno ha una parte di responsabilità? E’ più forte il sentimento dell’amicizia oppure è più radicato il desiderio di rivalsa e di vendetta? Può esistere una vera amicizia tra adolescenti più o meno carine, intelligenti e spiritose oppure si tratta di semplice convenienza e di opportunismo?

Amiche per la pelle è il primo libro di Christopher Pike, pseudonimo dell’autore americano Kevin McFadden, pubblicato nel 1985 con il titolo originale Slumber Party. In questo romanzo, pensato per i ragazzi ma godibile anche per gli adulti, Pike propone temi e argomenti che diventeranno ricorrenti nella sua produzione. Libri che sono usciti successivamente e che voglio leggere: “Week-end” e “Ricordati di me”.