Sembra incredibile che una storia d’amicizia tra tre bambine di quarta elementare in una scuola di un paesino della Sardegna nel primo Dopoguerra possa scatenare l’ennesima polemica sulla teoria del gender. Eppure in Italia è accaduto anche questo.

I fatti risalgono al 2016 quando una famiglia di Carpi contestò duramente la scelta della maestra del figlio di far leggere Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno, etichettandolo come un libro “gender”, inopportuno e pericoloso per la formazione dei giovani lettori. I fatti sono tornati alla ribalta in questi giorni e a me sembra incredibile che un libro del 1991 possa scatenare un putiferio simile!

Prima vi faccio il riassunto e poi vi spiego il perché.

ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno cover

Il riassunto

Nel settembre 1949 Prisca, Elisa e Rosalba iniziano la 4D in una scuola elementare del loro paese, in Sardegna. L’Italia è da poco uscita con le ossa rotte dalla Seconda Guerra Mondiale. La vita è molto diversa da quella dei bambini di oggi. Non c’è la televisione, i giochi sono molto più semplici di quelli di oggi, non ci sono gli ipermercati, i parchi tematici, gli hamburger e la Coca Cola. I benestanti non hanno le nostre stesse comodità, mentre i poveri non hanno nulla (proprio come oggi). I vestiti e le scarpe non si buttano ma si passano ai più piccoli, non si spreca cibo, la plastica non è ancora stata inventata, quindi tutti riutilizzano, riciclano, riparano oggetti e utensili.

In quel lontano 1949, a scuola, l’appartenenza a classi sociali disagiate è spesso penalizzante. Alcune maestre illuminate – come la signorina Ondina Mundula – non fanno differenze tra bambini benestanti e bambini poveri; altre invece sono dure, ingiuste, cattive – come la maestra Sforza, soprannominata Arpia Sferza – specializzata nel mortificare, offendere e alzare le mani sulle bambine più modeste.

Prisca non sa resistere alle ingiustizie, così ogni giorno a scuola scoppia una battaglia in nome dell’uguaglianza e della parità di diritti. La cosa più importante, infatti, per le tre bambine non sono gli oggetti, i divertimenti, le comodità, ma la loro amicizia e le relazioni col mondo degli adulti, che vengono vissuti intensamente e fino in fondo.

Così, in 73 capitoli che coprono l’intero anno scolastico 1949-50, seguiamo Prisca, Elia e Rosalba in un percorso di crescita intellettuale e culturale, ma soprattutto affettiva – Ascolta il mio cuore dice Prisca – che si snoda tra  amori e tradimenti, felicità e entusiasmi, delusioni e rabbia, tartarughe miracolose (Dinosaura), scheletri e motociclette, generali austriaci e fantasmi, lettrici di fotoromanzi e pantere di velluto, in cui svolgono un compito educativo e umano fondamentale mamme, zii medici (il dottor Maffei), nonne amorevoli (Mariuccia), babbi avvocati, fratelli maggiori e perfino commercianti e artigiani del paese.

Non è forse vero che per crescere un bambino serve la collaborazione di un intero villaggio?

La mia recensione

Ok, direte voi, ma in tutto questo dove sta la teoria del gender?

Per i genitori di Carpi, il gender sta in molti passaggi, dove la piccola Prisca fantastica di cambiare sesso per poter svolgere in futuro un lavoro (considerato tipicamente maschile) che le piace.

Ad esempio in questo, in cui si parla di toreri:

E poi le donne a fare i toreri non ce le vogliono” – aggiungeva Gabriele dispettoso.
“Bè vuol dire che cambierò sesso” – pensava Prisca.
Elisa le aveva mostrato, su una rivista medica dello zio Leopoldo, la foto di un camionista svedese che si era fatto fare un’operazione ed era diventato una bellissima ragazza.
“Se fossi maschio potrei anche fare il mozzo su una nave mercantile e andarmene in giro per il mondo” – pensava Prisca.
(…) “Va bé, vuol dire che prima mi sposerò e avrò i miei diciassette bambini, e solo dopo cambierò sesso e farò il torero”. Era un pensiero consolante avere quella doppia possibilità grazie al progresso della scienza.

La richiesta dei genitori è stata quella di rimuovere il libro dalla biblioteca scolastica, in quanto lesivo e diseducativo per la morale dei bambini, e di non leggerlo MAI PIU’. Richiesta che saggiamente il Dirigente Scolastico ha respinto.

Il caso è del 2016, come vi dicevo, ed è tornato alla ribalta nel 2018, perché l’autrice ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook in cui chiede ai suoi lettori di rispondere pubblicamente a questa domanda: “Vi ho spinto a diventare omosessuali? O vi ho semplicemente ‘spinto’ a rispettare tutti gli altri anche se non la pensano come voi e non hanno fatto le vostre stesse scelte?”

Ora, è vero che Bianca Pitzorno è una scrittrice molto conosciuta (come tanti altri) nell’ambiente LGBT perché si è più volte schierata contro l’omofobia e ha rilasciato interviste ai siti internet di “cultura-gay” e  lesbo (se ha senso connotare così la parola cultura).

Ma è altrettanto vero che non si diventa omosessuali leggendo il passo citato. E, a prescindere dal libro incriminato, non si diventa lesbiche se da bambine si odiano le bambole e si preferisce giocare ai pirati o a calcio, allo stesso modo in cui non si diventa gay se si preferisce frequentare un corso di danza moderna piuttosto che iscriversi a basket!

Nel mio piccolo, mi sento di rassicurare tutti i lettori del blog: ho letto Ascolta il mio cuore da ragazza e NON sono diventata lesbica!

Mi sento anche di dare loro un consiglio a tutti i genitori, da buona amica: sia in famiglia che a scuola i ragazzi dovrebbero essere educati e formati in maniera laica e corretta, per farne Persone, cioè adulti equilibrati, aperti, rispettosi verso chi ha opinioni (e orientamenti sessuali, visto che si parla di questo) diverse.

La scheda editoriale

  • Titolo: Ascolta il mio cuore
  • Autore: Bianca Pitzorno
  • Editore: Mondadori
  • Età di lettura: dai 9-10 anni in su
  • Consiglio di lettura: per chi vuole scoprire cos’era la scuola pubblica dell’Italia del Dopoguerra.

Trovate il libro in commercio per i tipi della Mondadori nella collana Oscar Junior. E’ in vendita sul sito dell’editore, negli store online e naturalmente anche nelle librerie.

In alternativa, potete cercarlo sugli scaffali elle biblioteche pubbliche. Se siete utenti MLOL potete scaricare l’ebook all’indirizzo http://emilib.medialibrary.it/media/scheda.aspx?id=150030381. Non siete ancora registrati e volete farlo? Rivolgetevi alla vostra biblioteca di riferimento: il prestito digitale è facile e gratuito.