A caccia di romanzi ad ambientazione storica adatti a ragazzi di prima media mi sono imbattuta nel libro Il rogo, edito da Mondadori nella collana Mondadori Junior. L’autore – Melvin Burgess – ripercorre un capitolo terribile della storia non solo inglese, ma europea del XVII secolo: quello della caccia alle streghe.

Partendo dalla triste vicenda di Lancaster, Burges critica dinamiche sociali che purtroppo sono ancora radicate nella società attuale: il conformismo e il perbenismo delle piccole comunità, l’isolamento e l’ostracismo nei confronti degli estranei e dei diversi, la paranoia collettiva che, insieme all’ignoranza, origina più mali di quanti pretenda di estirparne.

Il riassunto

Inghilterra, XVII secolo. Per tutti quelli che la conoscono, Isabel è Issy la Bruciata, la figlia del Diavolo. È giunta a Pendle a soli due anni, orfana dei genitori, con una magra eredità: un nome, delle ustioni e il terrore del fuoco.

Il marchio del diavolo

Nessuno, nemmeno Nat il padre adottivo, che è un guaritore, è mai riuscito a risalire al vero motivo dei suoi incubi ricorrenti. Così, gli abitanti del villaggio sono certi che i sogni siano il ricordo dell’inferno da cui Isabel proviene e dove è predestinata a tornare. Ne è convinta anche la vecchia strega Demdyke, che reclama Isabel come sua apprendista, perché è marchiata col segno del Diavolo.

Isabel è terrorizzata al pensiero di condurre una vita di stenti, miseria e accattonaggio. Non vorrebbe lasciare Nat per andare a vivere con Demdyke. Ma se tutti avessero ragione? Se sua madre avesse veramente venduto la sua anima a Satana?

Ogni cosa mi appariva inevitabile. Il male esalava da me col mio respiro. Avevo sempre fatto con diligenza tutto quello che il parroco e Nat mi avevano detto di fare: recitare le preghiere, togliermi dalla mente il pensiero del fuoco, essere una figlia obbediente. (…) Ma non era servito a nulla. Ormai le tenebre che avevo nell’anima stavano traboccando e nulla poteva fermarle.

Isabel sembra non avere scelta, soprattutto dopo il maleficio che Demdyke compie su un fantoccio che ha le sembianze del fratello Ghyll e che lo fa ammalare gravemente. Nat cerca di convincere i figli che il maleficio di Demdyke e la malattia di Ghyll non hanno alcun collegamento. Ma Issy tentenna e, per salvare il fratellastro, è decisa a consegnarsi alla strega.

La vera storia di Issy

A salvarla arriva Johan, una giovane, bellissima donna che le promette un futuro diverso e notizie certe sul suo passato. Così, Issy si trasferisce nella fattoria di Johan, dove impara tantissime cose sulla coltivazione delle piante e sull’allevamento degli animali e, allo stesso tempo, ricostruisce la storia della sua famiglia.

Sua madre e Johan erano adepte di un antico culto pagano a cui la magia naturale è strettamente connessa. Si tratta del culto del Dio cornuto, che non è affatto il Diavolo – come credevano preti e fattucchiere – ma un essere più antico del Dio dei cristiani, un Dio degli animali e dei campi.

Il culto culmina nel sabba, che altro non è che una riunione degli ultimi depositari di conoscenze antichissime legate alla terra, alle piante e agli animali e praticanti la magia bianca.

Ma la distinzione tra magia bianca e magia nera è troppo sottile per delle menti ottuse e offuscate dei conformisti e dei benpensanti.

Così la madre di Issy e Johan vennero catturate e solo Johan riuscì a sopravvivere alle torture e a sfuggire al rogo.

Nelle mani della santa Inquisizione

A pochi anni di distanza dai quei fatti terribili la storia si ripete. Issy e Johan sono catturate dal cacciatore di streghe di Pendle – che non aveva mai rinunciato a dare la caccia a Johan – e consegnate al Tribunale dell’Inquisizione di Lancaster, dove vengono giudicate colpevoli di stregoneria e condannate, insieme a Demdyke e i suoi familiari.

Durante la prigionia, Issy riesce finalmente a scoprire la verità sulle proprie origini. Ma nuovi roghi si accendono e reclamano nuove vittime.

Mi è piaciuto perché

Curiosando sugli scaffali delle biblioteche ho trovato vecchie edizioni Mondadori. Le immagini di copertina che volta per volta sono state scelte si prestano ad alcune riflessioni. Ve le propongo in successione cronologica partendo dall’originaria, che mi sembra l’unica pertinente alla storia raccontata.

La copertina dell’edizione 1993

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In copertina c’è una ragazzina di 11, 12 anni, vestita con mantello di lana e cappuccio. Tre individui la circondano: un uomo arcigno con fare minaccioso e due donne, i cui volti sono estremamente espressivi. Completano la scena un fuoco vivo in primo piano, verdi colline sullo sfondo, il cielo plumbeo alle spalle. Pochi elementi grafici, estremamente efficaci nell’anticipare visivamente il contenuto del romanzo: la storia di una bambina, che vive in un’epoca passata e che è impaurita da qualcosa, probabilmente non solo dal fuoco.

La copertina dell’edizione del 2013

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L’immagine di copertina del 2013, invece, rappresentata una giovane adulta, che – truccata e vestita si un corpetto nero stringato che lascia intravedere la pelle nuda dei fianchi – dorme languidamente, avvolta dalle fiamme. Non credo vi sia sfuggita la scelta editoriale di ritrarre Issy non più come una bambina ma come una giovane adulta, certamente per intercettare il gusto dei giovani lettori dei nostri tempi. La copertina allarga il target a cui il libro è rivolto: non solo bambini e ragazzini, ma anche adolescenti.

La copertina dell’edizione del 1999

La deriva era già chiara nella copertina dell’edizione del 1999, che ritraeva una Issy adolescente in preda forse al delirio, forse a un’estasi mistica, non mi è chiaro.

Nel corso degli anni le regole del mercato editoriale hanno privilegiato immagini accattivanti e appetibili a discapito della coerenza dell’apparato iconografico al contenuto del libro. Ma la domanda che vi pongo, allora, è questa: basandosi sull’immagine delle due copertine più recenti, può un lettore capire il contenuto del libro che ha preso in mano? 

Detto questo, Il rogo è un bel romanzo, scritto bene, tradotto benissimo da Ilva Tron. 

Se siete utenti MLOL potete scaricare l’EBOOK qui http://emilib.medialibrary.it/media/scheda.aspx?id=150032606. Se non siete ancora registrati e volete farlo, rivolgetevi alla vostra biblioteca: il prestito digitale è facile e gratuito!