Voglio che mi vediate per ciò che sono. Potrò non piacervi, potete amarmi o detestarmi, ma prima provate a conoscermi.

Inizia con questa dichiarazione l’autobiografia immaginaria di Cleopatra, uscita a novembre 2025 per la casa editrice Neri Pozza, in cui Natasha Salomons si prefigge di restituire profondità alla figura dell’ultima regina d’Egitto che fu ridotta dalla storiografia classica a una seduttrice lussuriosa, manipolatrice, politicamente spietata, crudele nei confronti di chiunque la ostacolasse, tutti stereotipi che ancora resistono nell’immaginario collettivo.

L‘escamotage narrativo a cui ricorre l’autrice è quello della narrazione in prima persona. E’ Cleopatra che parla di se stessa e ci racconta la sua vicenda prima di ragazza con i palpiti della sua giovane età ma anche le preoccupazioni di principessa e le tristezze di orfana e poi di giovane regina, colta, intelligentissima e scaltra.

In questo modo noi lettori scopriamo pagina dopo pagina una figura diversa da quella che abbiamo conosciuto sui banchi di scuola attraverso le parole di Plutarco, SvetonioAppianoCassio Dione, gli uomini che scrissero di lei solo molti secoli dopo la sua morte e con un intento celebrativo di Giulio Cesare e di Ottaviano Augusto.

Il programma narrativo dell’autrice è esemplificato da questa citazione in cui Cleopatra pretende il diritto di raccontare la sua storia in prima persona, senza lasciarsi definire dagli altri e da chi verrà dopo, cosa che permette a noi lettori di conoscerla come se fossimo stati alla sua corte.

Sono nata femmina e dea. Scriverò la mia storia. E un giorno sarà collocata in questa biblioteca, e tra mille anni la gente verrà qui a leggerla, per come si è svolta in ogni particolare. Mi vedranno, mi conosceranno come se avessero visitato la mia corte. Non lascerò che siano altri a interpretarmi.

Preparatevi ad ascoltare allora questa voce antichissima e allo stesso tempo assolutamente moderna in quel suo rivendicare con orgoglio «IO SONO CLEOPATRA».

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Il riassunto di “Io sono Cleopatra”

Cleopatra ha 13 anni ed è una delle figlie del faraone Tolomeo XII Aulete, dell’antica famiglia dei Tolomei, discendente diretta di Tolomeo I Sotere, amico d’infanzia di Alessandro Magno.

Della madre si ricorda poco o nulla, così come delle madri dei suoi fratelli: la maggiore Berenice, la piccola Arsinoe e i due fratelli Tolomeo XIII e Tolomeo XIV. Del padre ha già capito tutto: è un uomo pigro, debole, pavido, incapace di guidare il suo regno, di difendere il suo popolo e – cosa ancora più avvilente – pronto a chinare la testa davanti a Roma. Il fratello maggiore ha preso tutto dal padre e i fratelli minori sono ancora troppo piccoli per aver mostrato di che pasta sono fatti. Ma poco le importa perché è la favorita del padre ed è destinata a diventare regina e faraone.

Per essere pronta e degna del titolo, studia nella Biblioteca e nel Museo di Alessandria. Il suo tutore l’avvia alla filosofia, alla retorica e all’oratoria e la sua educazione spazia dalla medicina, alla farmacologia, alla geografia. E’ in grado di leggere e scrivere e esprimersi in greco antico, in latino e anche in egizio, la lingua del Suo popolo, che invece il padre Tolomeo snobba.

In seguito alle rivolte popolari scatenate dalla crescente crisi economica del regno, Tolomeo XII Aulete scappa a Roma, portandosi dietro solo Cleopatra, la prediletta. Ad Alessandria i suoi nemici elevano al potere sua moglie, Cleopatra V Trifena, e la figlia maggiore, Berenice IV. Trifena, però, muore poco dopo e Berenice si dichiara unica monarca del regno d’Egitto. Per riprendersi il trono, Tolomeo chiede aiuto ai Romani e in cambio regala le ricchezze della sua terra a Roma.

Dopo la condanna a morte di Berenice, Tolomeo e Cleopatra tornano ad Alessandria e Tolomeo affronta il problema della successione. Cleopatra è la maggiore dei figli superstiti di Tolomeo ma è anche donna. Il faraone decide quindi di nominarla co-erede con il primogenito maschio, Tolomeo XIII, che però è ancora un bambino. Per garantire una successione ordinata, Tolomeo chiede ai Romani di tutelare i due ragazzi dopo la loro ascesa al trono, ma al momento della sua morte scoppiano le congiure di corte, che cavalcano il malcontento del popolo egizio per la carestia. E’ guerra civile.

Cleopatra fugge da Alessandria portandosi dietro la sorella minore, Arsinoe. Nella capitale restano i due piccoli Tolomei, fantocci nelle mani dei potenti e spregiudicati consiglieri di corte, gli eunuchi Potino e Achilla.

Il racconto di Cleopatra prosegue con l’arrivo ad Alessandria del console Caio Giulio Cesare, forte del testamento di Aulete che affidava ai Romani la loro custodia. Per ingraziarsi Cesare, Tolomeo gli offre la testa di Pompeo, suo acerrimo nemico, ma il piano criminale sortisce l’effetto contrario. Intanto Cleopatra si fa portare all’interno del palazzo reale nascosta in un sacco di lenzuola e incontra Cesare.

Tra i due nasce un amore travolgente. Da questo punto in poi la narrazione di Cleopatra si sposta tra vita privata e ragion di Stato. Dall’amore calcolato con Cesare, nasce il piccolo Cesarione, per cui Cleopatra nutre un amore autentico, puro, assoluto. Per garantire un futuro a suo figlio, Cleopatra affronta e sbaraglia Tolomeo XIII, Arsinoe la traditrice, accetta il nuovo matrimonio con Tolomeo XIV, il viaggio trionfale a Roma e perfino la morte di Cesare.

La storia si conclude con il ritorno di Cleopatra e Cesarione ad Alessandria, grazie alla fedeltà dell’amata ancella Carmiana e all’aiuto insperato dell’aristocratica romana che amò segretamente Cesare per tutta la vita, la nobile Servilia.

La recensione di “Io sono Cleopatra”

Natasha Salomons riesce nell’intento generale di dare voce a una donna che conosciamo solo attraverso quello che scrissero di lei uomini vissuti secoli dopo la sua morte. Grazie a un bel lavoro sulle fonti la Cleopatra della Salomons è una figura che si distacca nettamente dagli stereotipi che popolano l’immaginario collettivo.

Non una seduttrice lasciva e decadente ma una femmina-dea consacrata al suo popolo e pronta a tutto per difendere il suo regno dalle mire espansionistiche dei Romani. Non una sorella vendicativa che orchestra la morte dei fratellastri con intelligenza e crudeltà, ma una sovrana che ubbidisce solo alla Ragione di Stato. Non l’amante di uno straniero, ma una fine stratega che usa la bellezza e la sensualità per un gioco di potere. Non una giovane donna superficiale e frivola ma una persona colta e intelligente che ambisce a lasciare una traccia di sé eterna nella Biblioteca di Alessandria.

L’altro aspetto del romanzo che ho apprezzato è che l’autrice non ha idealizzato Cleopatra, né il suo mondo. Le vicende del romanzo hanno come sfondo le città di Alessandria d’Egitto e Roma, autentici carnai del mondo antico, posti pericolosi violenti e insicuri, in cui rumori e odori forti acri pungenti fanno da protagonisti. Forse la contrapposizione tra Alessandria luminosa e salubre e Roma sporca e respingente è un po’ sbilanciata, ma d’altra parte nella finzione la descrizione delle città è filtrata dal sentire di Cleopatra.

Chiusa l’ultima di copertina, sono rimasta un po’ delusa. Molto lunga tutta la prima parte del romanzo. L’incontro tra Cleopatra e Cesare avviene a due terzio abbondanti del romanzo. I capitoli successivi insistono molto sul desiderio e i piaceri di una relazione sensuale / sessuale tra la regina e il console, che storicamente c’è stata ma che ad un certo punto è un po’ calcata. Manca poi tutta la seconda parte della vita di Cleopatra, cioè la storia di Antonio e Cleopatra e la guerra contro Ottaviano che è proprio la parte sulla quale gli storiografi antichi hanno fatto leva per costruire la sua damnatio memoriae.

Bella l’idea di movimentare un po’ la narrazione, fornendo punti di vista diversi sulla figura di Cleopatra. Peccato che si limitino alla voce di Servilia, storica amante di Cesare e madre di Bruto, il cesaricida, mentre manca completamente la voce di Cesare e a dire il vero tutta la sua figura non risalta particolarmente.

E’ un romanzo, non un saggio, è chiaro. Ma mi aspettavo di più.

La scheda editoriale

  • Titolo: “Io sono Cleopatra”
  • Autore: Natasha Solomons
  • Traduttrice: Marina Visentin
  • Casa editrice: Neri Pozza
  • Collana: Le Tavole d’Oro
  • Età di lettura: young adults
  • Consiglio di lettura: piacerà a chi ama i romanzi storici, le figure femminili ricche di mistero e fascino, i complotti e gli intrighi di corte, l’ambientazione esotica.

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