She-Shakespeare di Eliselle è il romanzo che ho letto su consiglio di Emma, di anni 12 quasi 13. Tanti talenti, tanti interessi, tanto entusiasmo, tante domande in cerca di risposte. Gran bella età, quella di chi fa la terza media. Per me è stato l’anno in cui ho iniziato a guardare a quello che succedeva al di fuori della mia cerchia familiare e scolastica, per capire com’era la vita al di fuori della mia confort zone e quale posto avrei potuto occupare nel mondo.
Non so se per le ragazze e i ragazzi che frequentano la terza media oggi è ancora così, o se invece anche questa soglia si è abbassata. Quello che so per certo è che oggi a questa età il tema delle disuguaglianze di genere è molto sentito.
Le adolescenti cercano storie di bambine, ragazze, donne che subiscono costrizioni e pressioni da parte di una società che le vuole moglie e madri e che lottano per avere pari diritti ed essere libere di realizzarsi nella vita senza essere stigmatizzate.
She-Shakespeare affronta il tema delle disuguaglianze di genere collocandolo in un contesto storico preciso: quello dell’Inghilterra del XVI secolo. E’ lì che si svolge la vicenda di Judith che di cognome fa nientemeno che Shakespeare.
E’ la storia di un’adolescente talentuosa, appassionata e determinata, animata dal desiderio di studiare la letteratura, la storia, la geografia e tutte le materie che sono permesse solo ai maschi. Per fare cosa? Per sfuggire alle convenzioni della società del suo tempo che la voleva moglie, madre, intenta alle faccende domestiche e alla cura degli animali. E soprattutto per andare a prendersi il suo posto nel mondo e nella storia.
Avete capito, vero?
Il riassunto di “She-Shakespeare”
Stratford-upon-Avon, 1572. Judith Shakespeare ha 8 anni e una passione sfrenata per la letteratura e il teatro. Fin da piccola sbircia tra le pagine dei libri di casa, sognando di studiare il sole e le stelle, gli animali e gli alberi, le storie e le leggende, le terre e i mari lontani. Nata donna, però, sa che il suo futuro è già scritto: non potrà studiare, perché la scuola è riservata ai maschi, e una volta cresciuta dovrà sposarsi e fare figli.
Eppure, Judith non vuole arrendersi al volere del padre e del Consiglio degli anziani del villaggio. In generale, trova incomprensibile che i maschi possano vivere con meno richieste, meno pretese, meno ordini, come dei privilegiati, mentre le ragazze sono condannate a una vita modesta e sottomessa fin da bambine.
Inoltre, trova ingiusto che il fratello Gilbert, svogliato e negato per lo studio, possa frequentare la King’s New School, mentre lei che vorrebbe studiare e dimostrare il suo talento è condannata ad “una vita di fatiche e di invisibilità”.
Così, quando trova in un baule in soffitta dei vecchi abiti da ragazzo, escogita un piano per frequentare la scuola. Grazie alla complicità di mamma Mary e dell’adorata zia Anne Arden, si iscrive al nuovo anno scolastico con il nome di William Hathaway. Tutto, ben inteso, all’insaputa del padre John, un uomo d’affari rigido e severo, rispettoso delle leggi e della tradizione, membro influente del Consiglio cittadino.
Se io indossassi questi, potrei sembrare un maschio.
Nei due anni successivi Judith / William frequenta la King’s New School diretta prima dal cattolico Simon Hunt poi dal protestante Thomas Jenkins. I suoi compagni di classe sono solo maschi dai 5 o 6 anni fino alle soglie dell’adolescenza, suddivisi in gruppi eterogenei in base all’avanzamento nello studio.
Pur potendo brillare, Judith / William sceglie di mantenere in classe un profilo basso e anche durante le pause cerca di stare alla larga dei compagni per non dare troppo nell’occhio. L’unico con cui lega è Evans Edgeworth, figlio di un merciaio del paese, che aveva già conosciuto nella bottega del padre.
Quale sia il suo vero talento, Judith lo scopre un giorno di metà luglio del 1575, quando il padre la porta a Kenilworth ad assistere alla rappresentazione dell’Hock Tuesday – la rievocazione della grande battaglia degli inglesi contro i danesi avvenuta cinque secoli prima – organizzata per allietare la regina Elisabetta I.
Quando il banditore annuncia l’inizio della rappresentazione, la lettiga che trasporta la regina inizia ad avanzare dall’interno delle mura verso il prato tra lo stupore e l’ammirazione generale dei presenti. Alla vista di Elisabetta I, Judith rimane ammaliata e giura a se stessa che un giorno sarà lei a stupirla e lasciarla senza parole per l’emozione, con uno speciale spettacolo di teatro scritto da lei in prima persona.
Ma il tempo che passa gioca le sue carte e mette Judith di fronte ad alcuni ostacoli: la scoperta dei turbamenti del primo amore e soprattutto la comparsa del menarca che la costringe a svelare la sua vera identità.
E’ il momento della verità. Del “O la va, o la spacca!” Di fare della propria esistenza qualcosa di straordinario.
La recensione di “She-Shakespeare”
She-Shakespeare è un bel romanzo che va giù liscio come un bicchiere d’acqua e, chiusa l’ultima pagina, si presta a più di una riflessione. Il tema centrale è senz’altro quello della disuguaglianza di genere, che si manifesta nella diversa educazione impartita a bambine e bambini per prepararli a vivere seguendo modelli di vita socialmente predeterminati.
Per creare la figura di Judith, la protagonista del romanzo, Elisa Guidelli, in arte Eliselle – un’eclettica scrittrice modenese – si è ispirata alla lezione di Virginia Woolf secondo cui William Shakespeare ebbe una sorella, Judith, creativa e fantasiosa, ostacolata nel suo desiderio di realizzarsi dalle convenzioni della società del secolo in cui visse e oppressa fino al punto di togliersi la vita.
Eliselle si discosta ben presto da Virginia Woolf e fa di Judith Shakespeare non la sorella del Bardo ma il suo “alter ego”, una bambina dotata e determinata che sfida le convenzioni del tempo per coltivare le proprie passioni e scrivere opere immortali.
Nasce così una storia di consapevolezza, determinazione, voglia di perseguire i propri sogni e riscatto che piace e può aiutare le ragazze d’oggi turbate dalle difficoltà che incontrano.
Il nome di Judith, Giuditta in italiano, è in questo senso evocativo e denso di significato. Giuditta è un’eroina del Vecchio Testamento, una giovane vedova ebrea che vive durante l’assedio dell’esercito assiro. Fingendo di volersi alleare con il nemico, uccide con le proprie mani il generale Oloferne e salva il suo popolo, scegliendo un destino tradizionalmente riservato agli uomini.
Quale nome più adatto per una donna che decide di seguire le proprie passioni in un momento storico in cui per le donne talentuose era impossibile vivere alla luce del sole ed esercitare liberamente la propria arte?
La trama offre anche altri livelli di interpretazione.
Consente, ad esempio, di ripercorrere la biografia del più famoso drammaturgo inglese e scoprire le fasi del passaggio dal teatro medievale alla nascita del teatro moderno. I mystery plays e i morality plays sono il terreno su cui si forma e cresce la passione di William Shakespeare che lo porterà a creare le opere di maggior splendore del teatro inglese.
Inoltre, il libro offre uno spaccato realistico del periodo elisabettiano, delineandone i tratti salienti tra disparità sociali, gap culturali, divisioni politiche e persecuzioni religiose.
Gli elementi storici e quelli di fantasia sono perfettamente integrati. Storia e fiction si mescolano senza sovrastarsi e questa fluidità rende la lettura semplice e allo stesso tempo appassionante.
Non mancano altre tematiche di grande attualità come il bullismo a scuola, l’importanza dell’amicizia e le inquietudini del primo amore. Anzi è proprio l’amore a rendere ancora più complessa e tormentata la scelta di Judith, in dubbio se continuare a fingersi maschio per inseguire le proprie inclinazioni o tornare a vestire i panni della docile ragazzina che sarà moglie e madre.
She-Shakespeare è illustrato da un’altra modenese, Arianna Farricella, con uno stile che ricorda i grandi feuilletton dell’Ottocento e un tratto e dei colori che rimandano ai più recenti fumetti.
She-Shakespeare è insomma una bella storia adatta a lettrici e lettori a partire dai 12 anni fino agli young adults. Ognuno può trovare uno spunto di riflessione e un incentivo a auto-determinarsi prendendo in mano la propria vita.
La scheda editoriale
- Titolo: She-Shakespeare
- Autrice: Eliselle
- Disegni di: Arianna Farricella
- Casa editrice: Gallucci Bros
- Collana: Universale d’Avventure e d’Osservazioni
- Età di lettura: dai 12 anni
Se vi ho convinto a leggere She-Shakespeare di Eliselle potete cercarlo in biblioteca e prenderlo in prestito. E’ anche disponibile il digital landing cioè il prestito gratuito dell’e-book, sulla piattaforma MLOL, a cui ci si può iscrivere gratuitamente.
In alternativa, potete acquistarlo in libreria, sul sito dell’editore oppure farvelo arrivare direttamente a casa vostra da Amazon https://amzn.to/41DsuEj .
Libri sulla vita di William Shakespeare
- Shakespeare. Una biografia di Peter Ackoyd
- Il mondo è un teatro di Bill Bryson
- Shakespeare e l’amore di Arturo Cattaneo
- Shakespeare. Una vita nel teatro di Stephen Greenblatt
- Il libro di Shakespeare di Giovanni Agnoloni
- L’enigma di Shakespeare. Cortigiano o dissidente? di Elisabetta Sala


Libro davvero molto bello, soprattutto la fine.É stata bella quando judith si travestì da maschio per andare a scuola.Lo leggerei sempre,magnifico😍
Aurora 2A
Il libro mi è piaciuto moltissimo mi a fatto riflettere sui temi della vita molto difficili per molte persone lo consiglio molto
Un libro carino ma non tra i miei preferiti. Mi rivedo molto nella protagonista che nonostante tutto insegue i propri sogni
È libro che parla di sogni, coraggio e su cosa significa essere se stessi in un mondo che ancora vede cose per maschi e cose per femmine. La storia è interessante con una protagonista forte ed intraprendente.
Mi è piaciuto che una ragazza di quei tempi si fosse travestita da maschio appositamente per andare a scuola. In conclusione libro molto bello, magari un po’ scocciante all’inizio, ma da leggere
All’inizio questo libro mi sembrava un po’ monotono, ma poi andando avanti nella lettura diventava più appassionante. Mi è piaciuto come Judith portava avanti la sua voglia di imparare. Non mi aspettavo però un finale aperto.
Giorgia 2^A
Libro molto bello, fa riflettere su dei temi delicati come la disparità di genere e anche sul fatto che la scuola per alcuni può essere molto importante. Mi sembra incredibile che a quel tempo le ragazze non potessero andare a scuola e fossero costrette a pulire la casa e cucinare. Il finale mi ha un pò deluso, ma credo che senza la storia non avrebbe avuto molto senso. Consigliato soprattutto per le ragazze
La cosa bella di questo libro è che più vai avanti nella lettura e più i fatti diventano interessanti e coinvolgenti…
L’ho trovato molto affascinante e altrettanto particolare.
Il libro è molto bello, storia fantastica e finale inaspettato. E’ scritto in modo semplice, l’ho letto volentieri ed in breve tempo.
Mi è piaciuto molto questo libro.
Ho amato in particolare il personaggio di Judit, che pur essendo femmina non ha voluto darsi per vinta e ha trovato un modo per continuare a inseguire i suoi sogni e ambizioni. Tutta via mi dispiace molto per Evans, che proprio quando ha trovato il coraggio di parlare con Judit scopre che ha deciso di scappare.
La storia è molto bella. Mi piace il fatto che la storia racconta il punto di vista di una ragazza, Judith, nel periodo di Shakespeare e di come ha affrontando la visione delle donne all’epoca, travestendosi da maschio e andando a scuola.
Il libro mi è piaciuto molto. Mi ha particolarmente colpito la trasformazione di Judith nel corso della storia, immersa nell’ambiente elisabettiano e raccontata dal punto di vista di una giovane donna del periodo che nutre una grande passione per la cultura. Il finale mi ha sorpreso e non mi è piaciuto molto. L’unica critica, se si può definire così, è che gran parte della trama poteva essere intuita con la copertina e il titolo.
Mei Lì Loh 2D
Questo libro mi e piaciuto per l’idea che ha avuto la ragazza per andare a scuola e a studiare che alcuni di noi non vogliono fare. Mi sono un pò delusa alla fine del libro perchè non volevo che la fine fosse così mi aspettavo che la ragazza lavorasse da grande
Questo libro mi è piaciuto molto, la lettura del libro mi ha preso fin dall’inizio. Forse mi ha dispiaciuto un po’ la fine.
Trovo che Judith sia una donna moderna per quei tempi e che ha un desiderio nell’andare a scuola che molte persone attualmente non hanno.
La curiosità nell’imparare nell’essere istruiti è il messaggio più bello del libro.
Luisa Grande
Bel libro, la trama all’inizio non mi ha preso troppo, ma in seguito mi ha appassionato.
Devo dire che il libro fa riflettere sulla disuguaglianza di genere nel passato e nel presente. Judith ha dovuto travestirsi da maschio per studiare poiché le femmine non ne avevano il diritto e questo fa pensare a quanto il mondo sia cambiato sino ad ora e quanto altro cambierà. La fine del libro mi ha un po’ deluso, ma penso che con un altro finale il libro non sarebbe stato lo stesso.
Marcela Diaz 2D
Libro magnifico!!
La trama é spaziale e mi é piaciuta l’idea che una giovane donna di quel tempo abbia avuto un idea cosí bella.
Libro che rileggerei altre mille volte❤️
Libro fantastico!
Mi é piaciuta l’idea della ragazza che si “trasforma” in un ragazzo per andare in una scuola.
Questo libro mi ha fatto riflettere…Per alcuni di noi andare a scuola può essere una seccatura e invece, in altre parti del mondo, é bellissimo e tutti farebbero di tutto per andarci.
Detto questo libro molto bello 😍❤️