Un’estate da morire (titolo originale: A Summer to Die) pubblicato nel 1977 è il primo romanzo di Lois Lowry, autrice statunitense famosissima per The Giver (Il Donatore) da cui nel 2014 Philip Noyce trasse l’omonimo film con Jeff Bridges nel ruolo del protagonista.
In questa opera prima, la Lois racconta una storia in parte ispirata alla sua vita reale che affronta i temi del rapporto tra due sorelle diversissime, della ricerca di identità della minore, della malattia e dell’elaborazione del lutto. La delicatezza e la leggerezza con cui l’autrice ha trattato un tema difficile come la morte in un libro per ragazzi hanno procurato al libro un diluvio di recensioni positive e riconoscimenti, tra cui l’importantissimo Premio Andersen 2022 nella categoria oltre i 12 anni.
La storia è quella di Meg Chalmers, 13enne introversa e riflessiva, ma un po’ isolata, che si trasferisce temporaneamente in campagna con la famiglia. Potrebbe essere l’occasione per la ripartenza in un ambiente completamente nuovo, se non fosse che Molly, la sorella maggiore estroversa e bellissima, diventa subito molto popolare e ancora una volta Meg è costretta a vivere nell’ombra e ai margini.
Mentre in Meg si alternano frustrazione e rassegnazione, Molly si ammala e sta sempre peggio, attirando ancora più attenzioni. E Meg si trova a fare i conti con emozioni intense come l’invidia, la rabbia, il rifiuto della realtà, il dolore, e infine l’elaborazione del lutto.
Un’estate da morire è un romanzo che si rivolge ai giovani lettori, ma la sua profondità lo rende perfetto anche per noi adulti. Un romanzo che merita di essere riscoperto, insomma, anche a molti anni dalla sua prima pubblicazione.
Il riassunto di “Un’estate da morire”
Meg Chalmers, ha 13 anni ed è una ragazzina intelligente, sensibile e insicura. Vive con suo padre, un docente universitario alle prese con la scrittura di un saggio letterario, la madre e la sorella maggiore Molly, bellissima, un po’ superficiale, ma socievole, sempre allegra e sorridente.
Meg e Molly sono diverse sia fisicamente che nel carattere e nelle aspettative. Mentre Molly è benvoluta da tutti, Meg è spesso in ombra, si sente inadeguata e finisce per essere marginalizzata.
L’occasione per iniziare una nuova vita da capo si presenta quando la famiglia si trasferisce temporaneamente in una casa di campagna, un luogo isolato dove il prof. Chalmers trova la tranquillità necessaria a finire il suo libro. Eppure anche nella nuova scuola e tra i vicini, Molly così bella, sicura, serena e positiva si inserisce facilmente, mentre Meg, spesso impulsiva, precipitosa, a volte intrattabile e arrabbiata senza motivo, fatica a trovare il suo spazio.
Mentre Molly si fa subito nuovi amici e perfino un fidanzatino, Meg conosce e stringe amicizia col padrone di casa e vicino, l’anziano vedovo Will Banks, con cui scopre di condividere la passione per la fotografia.
A febbraio Molly comincia a sentirsi male. Ha spesso mal di testa e perde sangue dal naso. Nel giro di qualche settimana stanchezza e malesseri peggiorano e Molly viene sottoposta a esami medici che inizialmente non chiariscono la causa dei sintomi. Eppure Molly non ha più la forza di andare a scuola, entra e esce dall’ospedale e trascorre tutto il tempo tra letto e divano. I genitori fingono tranquillità, ma Meg percepisce la loro preoccupazione.
Meg si trova a fare i conti con emozioni forti e spesso contraddittorie: gelosia per l’attenzione che Molly riceve a causa del suo stato, rabbia verso i genitori che le dedicano tutto il loro tempo, frustrazione per i compagni di scuola curiosi… e i sensi di colpa per ciò che prova.
Nuovi esami clinici portano alla scoperta della malattia di cui Molly soffre. La diagnosi è terribile: leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue e del midollo osseo che progredisce rapidamente se non trattato. La diagnosi non lascia speranze e impatta in modo devastante sulla routine della famiglia.
A volte è difficile essere la sorella di qualcuno che è destinato a morire.
Mentre Molly affronta il calvario della chemioterapia e dei suoi orribili effetti collaterali e i genitori sono devastati dallo choc, Meg si avvicina sempre più a Will e a una coppia di nuovi vicini, Ben e Maria, in attesa del loro primo figlio. Meg vive sempre più spesso fuori casa, trova conforto nella fotografia e nella natura che la circonda, si affeziona all’idea del bébé in arrivo.
Negli ultimi giorni di vita di Molly, Meg capisce che la sorella potrebbe non farcela e inizia un percorso di accettazione della fragilità della vita ma anche della sua bellezza misteriosa e potente.
Dopo la morte di Molly, un profondo senso di vuoto e perdita la pervadono ma questo dolore indicibile la aiuta a maturare. Meg impara a accettarsi per come è, a esprimere se stessa, a comprendere come interagire con le altre persone.
Il romanzo si chiude con la fine di una vita e l’inizio di due nuove vite: quella di Happy, il bambino di Ben e Maria, quella di Meg, più matura e consapevole, dopo aver affrontato il dolore più grande e averlo trasformato in crescita, consapevolezza e speranza.
La recensione di “Un’estate da morire”
Attraverso temi come la costruzione dell’identità personale, la malattia, la morte, l’accettazione e elaborazione del lutto Un’estate da morire esplora la crescita emotiva e psicologica di Meg durante un’estate difficile, che la porterà a conoscere se stessa e a maturare alla fine di un percorso drammatico.
All’inizio della storia, Meg vive i piccoli drammi e le piccole sconfitte quotidiane di qualsiasi ragazza o ragazzo in piena crisi adolescenziale. Le sue emozioni – malumori improvvisi, gelosie, episodi di rabbia, senso di inadeguatezza, ma anche curiosità, tentativi di indipendenza, voglia di scoprire il proprio posto nel mondo – la accomunano ai suoi coetanei e sono descritte in modo così autentico che è davvero facile immaginarsela e immedesimarsi.
Il confronto con la sorella maggiore, Molly, sicura, volitiva, positiva, solare, sorridente rende in modo realistico lo spaccato di vita di una famiglia come tante altre. Così come il rapporto con i personaggi secondari, l’anziano Will e i vicini Ben e Maria, rappresenta benissimo la ricerca di modelli alternativi di relazione da parte di Meg e il bisogno di trovare un rifugio emotivo al di fuori del contesto familiare.
Poi Meg si trova improvvisamente di fronte a qualcosa di terribile e drammatico: il tumore maligno e purtroppo incurabile della sorella. Inizia un nuovo percorso di dolore e accettazione, consapevolezza e crescita. In queste pagine, l’autrice tocca una profondità emotiva ancora maggiore: ci sono l’incredulità, il rifiuto, lo strazio, ma c’è anche l’occasione di intraprendere un percorso di trasformazione del dolore in crescita.
In questa nuova fase della vita, Meg non è sola: c’è il vecchio Will, nel ruolo del Mentore e del Saggio, che l’accompagna e ci sono Maria e Happy, simbolo della potenza e della bellezza della vita che comunque deve andare avanti. E c’è anche la fotografia, metafora della creatività che ognuno di noi porta in sé, che le permette di leggere e ri-creare il mondo in modo nuovo.
Un’estate da morire è un libro che fa pensare e commuovere. È una lettura che lascia il segno, e che consiglio a chiunque abbia vissuto un cambiamento doloroso o stia cercando di dare un senso a ciò che prova.
Nonostante sia stato pensato e scritto per un pubblico giovane, è un libro capace di parlare anche a noi adulti, perché tocca corde universali: la paura di perdere chi si ama, la difficoltà di sentirsi all’altezza, la necessità di trovare un proprio posto nel mondo.
La scheda editoriale
- Titolo: “Un’estate da morire”
- Autore: Lois Lowry
- Casa editrice: 21lettere
- Collana: Ragazzi
- Età di lettura: da 12 anni
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La citazione del cuore
Molly non prova dolore, né paura. Solo io, tu e mamma soffriamo e siamo spaventati. E’ difficile da spiegare Meg, ma Molly sta affrontando molto bene questo problema da sola. Ha bisogno di noi, per l’amore che le diamo, ma non le serve altro. Morire è una cosa estremamente solitaria. L’unica cosa che possiamo fare è essere là quando lei ci vuole.


Mia Castaldo 2C
Per me non è stato un libro molto coinvolgente e mi è sembrato noioso ma tutto sommato lo consiglierei a chi si trova nella fase adolescenziale o semplicemente per una lettura leggera.
Non mi è piaciuto tanto un’estate da morire perchè la parte dove muore una delle due sorelle è stata troppo triste ma è stato anche molto bello da leggere soprattutto quando è nato il bambino di Ben è Maria.
Safa 2B gruppo “passione libri”
Secondo me questo libro è bello mi dispiace per Molly speravo che si salvasse oppure che raccontassero una parte della sua vita all’ospedale,Ben e Maria sono molti simpatici il nome del figlio non è proprio il migliore ma va bene.Volevo scoprire di più sulla vita di Will e sapere di più su sua moglie defunta, riguardo a Meg è molto brava vorrei anche io avere una passione per la fotografia mi è solo dispiaciuto di quello che ha detto a Ben se il figlio morisse cosa che non è successa menomale.
Consiglio questo libro perché è fantastico.
Aurora 2A
Il libro mi è molto piaciuto molto bello tranne nel finale consiglio questo libro alle persone molto dolci
Ciao,sono Agata Finiguerra della 2D. Questo è stato il mio primo libro e mi ha colpita molto. Purtroppo la fine è molto triste, ma devo ammettere che i personaggi avvicinano molto il lettore a leggere questo libro. Lo consiglio vivamente
Alice Cesario 2B
questo libro mi è piaciuto molto,
la trama è molto interessante.
mi è dispiaciuto molto perché molly non è riuscita ad assistere al parto di maria a causa della sua morte.
consiglio questo libro perché è scorrevole.
Ciao sono Martina Luppi di 2 e delle scuole focherini. Questo libro mi è piaciuto molto perché è descritto bene e i personaggi sono ben fatti. Penso che la trama sia ben costruita e che si intersechi bene con lo sviluppo dei personaggi.
Per me leggere questo libro è stato davvero piacevole. È abbastanza scorrevole da leggere. Mi ha stupito come in breve le due sorelle si siano adattate alla loro nuova vita in campagna, anche se forse Molly ci ha messo di più. Mi è dispiaciuto per Molly; non mi aspettavo che finisse così. Mi è piaciuto come la scrittrice abbia dato un ruolo importante a tutti i personaggi.
Lo consiglio a chi ama i libri delicati e un po’ malinconici.
Giorgia 2^A
Questo libro mi è piaciuto molto, anche se il finale mi ha un pò deluso. Mi aspettavo che Molly si salvasse, invece la sua sorte è molto triste. Credo che Ben e Maria siano molto dolci, anche se il nome di loro figlio è abbastanza discutibile. Meg è davvero carina e dolce. Consiglio questo libro a chi piacciono le storie dolci.