I fratelli Cuordileone (Bröderna Lejonhjärta) è un romanzo avventuroso e toccante scritto nel 1973 da Astrid Lindgren (1907-2002), una delle autrici svedesi più conosciute e amate dalla mia generazione, nota soprattutto per aver creato il personaggio di Pippi Calzelunghe.

Nella sua prolifica carriera, Lindgren ha scritto storie molto diverse tra loro: racconti divertenti, teneri, ma anche drammatiche saghe nordiche e gialli. Tutti i suoi romanzi sono diventati pietre miliari della letteratura infantile europea.

I fratelli Cuordileone è forse uno dei suoi libri più profondi, in cui affronta i temi del dolore e della morte con una straordinaria sensibilità, senza mai essere pesante, triste o opprimente. La storia è quella di due fratelli, Karl e Jonathan, che, dopo la morte, si ritrovano in un mondo fantastico e devono fare appello all’amore fraterno e al coraggio per lottare contro il Male.

Non si tratta di una semplice avventura, quindi, ma di un viaggio emotivo che parla del legame tra fratelli, un legame che può salvare anche quando tutto sembra perduto.

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Riassunto di “I fratelli Cuordileone”

Karl, detto Briciola, e Jonatan Leone vivono con mamma Sigrid, dopo che il padre li ha abbandonati. Sono fratelli ma non potrebbero essere più diversi. Il piccolo Karl è gracile ed è affetto da una grave malattia che, come tutti dicono, lo porterà presto alla morte. Jonatan, invece, è bellissimo, forte, coraggioso e pieno di vitalità. Non solo: ha un cuore buono e generoso.

Per consolare il fratellino nei momenti di paura e disperazione, Jonatan inventa il paese di Nangijala, un luogo dove il tempo non esiste e neanche le malattie e la morte e dove si ricongiungeranno per vivere insieme fantastiche avventure.

Eppure, le cose non vanno esattamente così. Un giorno, un terribile incendio divora la casa di legno. Jonatan si lancia nelle fiamme e salva il piccolo Karl, ma non riesce a sopravvivere alle gravi ferite che riporta nell’incidente. Nelle settimane successive Karl peggiora, sopraffatto dal dolore e dalla solitudine. Un giorno, una colomba bianca come la neve si appoggia sulla finestra della sua camera da letto e gli dice che Jonatan “Cuordileone” è arrivato a Nangijala e lo sta aspettando a Casa dei Cavalieri, nella Valle dei Ciliegi.​

La morte non è la fine, ma solo un passaggio verso un nuovo inizio. Così, appena giunto nella terra delle fiabe e dei falò, dove il tempo non esiste e la morte non ha potere, Karl si sente in gran forma e si scopre in grado di fare cose che nella sua vita precedente nemmeno immaginava. Respira a pieni polmoni, sa nuotare, correre, andare a cavallo, tirare con l’arco e ha a disposizione tutto ciò che aveva desiderato e mai avuto: dei coniglietti da allevare, un armadio pieno di vestiti nuovi, cibo in abbondanza. Nella stalla di Casa dei Cavalieri vivono due bellissimi purosangue. E la vicina di casa, Sofia, la Regina dei Colombi, è davvero una ragazza deliziosa.

Eh già, Nangijala è proprio come l’aveva descritta Jonatan: un autentico Paradiso… o forse no? No, perché la pace è minacciata da Tengil di Karmanjaka, un tiranno che ha fatto prigioniero Orvar e ha conquistato la vicina Valle delle Rose con l’aiuto di Katla, un drago spaventoso, e ora vuole prendersi anche la Valle dei Ciliegi.

Jonatan e Sofia, che si sono uniti alla resistenza per liberare Orvar e combattere l’oppressione, sospettano che nella Valle dei Ciliegi ci sia un traditore. Prove non ce ne sono, ma Karl inizia a sospettare di Uberto, un brutto ceffo sempre arcigno di cui tutti hanno timore, che ronza attorno a Sofia e si aggira spesso attorno alla Casa dei Cavalieri.

Jonatan parte in direzione della Grotta di Katla, e Karl lo segue di nascosto. Anche se ha paura e sa di non essere pronto per affrontare un tal pericolo, non può sopportare di perdere suo fratello un’altra volta.

Durante il viaggio solitario, Karl deve guardarsi le spalle da Uberto che lo sta seguendo e dai feroci lupi delle montagne. Mentre si riposa in una grotta, sente due spie di Tengil parlare tra di loro e scopre gradualmente la verità sul traditore: non è Uberto, ma Jossi della taverna del Gallo d’Oro. Karl decide di non rivelarsi, ma di riprendere immediatamente il suo cammino verso la Grotta di Katla per avvertire Jonatan, ma Veder e Kader lo catturano e lo portano nella Valle delle Rose dove un vecchio di nome Mattia lo salva, dichiarando di essere suo nonno.

A casa di Mattia, che è un membro della resistenza, Karl si ricongiunge con Jonatan, che gli confessa che Tengil ha messo una taglia sulla sua testa e quella di Sofia e che chiunque li aiuti verrà ucciso senza pietà. Eppure i ribelli continuano a preparare archi fatti con i capelli delle donne, elmi e mantelli e ad aspettare il momento giusto per dare battaglia.

Aiutati dalla brava gente, Karl e Jonatan riescono a fuggire dalla Valle delle Rose in direzione della Cascata di Karn, il confine tra le terre di Nangijala e Karmanjaka. Lì sorge il castello di Tengil e la Grotta di Katla. In una notte buia e fredda, Jonatan racconta che Katla è una femmina di drago antichissima, che Tengil tiene soggiogata grazie al suono di un corno da guerra. Katla ha un nemico acerrimo in Kalm un serpente di mare grande quasi quanto il fiume. Ma si fa ora di andare.

Jonatan riesce a liberare Orvar poco prima chele milizie di Tengil lo gettino in pasto a Katla. La situazione è drammatica: Tengil ha scoperto la fuga e sta radunando le sue forze per la battaglia finale.

Jonatan, Orvar e Karl tornano indietro attraversando sentieri pericolosi, boschi oscuri e gole profonde. La tensione è altissima: ogni passo può essere l’ultimo.

Nel frattempo, Sofia, Uberto e Jossi sono arrivati al fiume di Kalm. Karl deve durare molta fatica a convincere Sofia e Uberto che Jossi è un traditore. Dopo essere stato smascherato, Jossi tenta la fuga ma cade nel fiume ed è trascinato via dalla corrente.

Quando finalmente arriva il giorno della grande battaglia, tutto si decide in uno scontro epico tra l’esercito di Tengil e le forze ribelli. Tengil, armato del corno magico che controlla Katla, sembra invincibile. Ma Jonatan riesce con astuzia a sottrargli il corno e, con un gesto eroico, lo usa per far rivoltare il drago contro il suo vecchio padrone.

Katla, obbedendo al potere del corno, uccide Tengil, ma poi si ribella: ora che è libera dal controllo, diventa una minaccia ancora più terribile. Nella feroce battaglia, Uberto cade tra i primi e poi è la volta di Mattia. I fratelli riescono ad attirare Katla fino alle cascate di Kalm dove assistono all’orribile lotta tra il drago e il serpente primordiale.

Purtroppo, durante la lotta, Jonatan viene colpito da un piccola lingua di fuoco di Katla e resta paralizzato. Disperato all’idea di vedere di nuovo suo fratello morire, Karl prende una decisione coraggiosa.

Lo carica in spalla e, tra le lacrime, si getta con lui da una rupe per raggiungere Naglima, il nuovo regno oltre la morte di Nangijala, dove — come Jonatan gli aveva raccontato un tempo — forse li aspettano nuove storie, nuovi cieli e un’altra vita insieme.

Recensione di “I fratelli Cuordileone”

I fratelli Cuordileone è un classico che non va mai fuori catalogo. E’ un romanzo per bambini, ma come tanti altri buoni libri per l’infanzia veicola un messaggio che riguarda tutti. Parla di fughe, cavalcate, nascondigli, battaglie, tradimenti… ma è anche un viaggio nella condizione umana che non è segnata solo da paura, malattie e morte, ma anche e soprattutto di amore, coraggio e speranza.

I fratelli Cuordileone è un racconto di un amore tra due fratelli così puro e genuino e radicato da sconfiggere il Male e anche la Morte. È una storia di coraggio, che consiste nel riconoscere il pericolo e nel decidere consapevolmente di affrontarlo perché alla fine

“Certe cose devono essere fatte anche se sono pericolose, altrimenti non sei un essere umano, ma soltanto un verme”.

Non vi può sfuggire che il romanzo della Lindgren ha molte cose in comune con il ciclo di Narnia di Clive S. Lewis, un altro grande classico, in cui quattro fratelli si trovano a lottare nel mondo di Narnia contro le schiere malvage della Strega Bianca facendo affidamento sull’amore e la fiducia che li lega.

Così come non può sfuggirvi che esistono molti parallelismi tra alcuni aspetti del libro e il messaggio cristiano. Quello che mi sembra più evidente è nascosto nel punto più terribile del romanzo, quello dedicato alla battaglia finale. Jonatan combatte ma è incapace di uccidere; anzi, salva la vita ai suoi nemici.

“Se tutti fossero come te, il male trionferebbe” dice il suo compagno Orvar. “No, se tutti fossero come Jonatan non ci sarebbe il male” replica suo fratello Karl.

La scheda editoriale

  • Titolo: I fratelli Cuordileone
  • Autrice: Astrid Lindgren
  • Illustratrice: Simona Mulazzani
  • Traduttrice: Ilide Carmignani
  • Casa editrice: Guanda
  • Età di lettura: da 9 anni
  • Consiglio di lettura: a chi vuole a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio per conoscere cosa è la vera libertà.

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