Salve a tutti. Sono Charles Robert Darwin. Per tutti i vostri contemporanei sono il più grande naturalista di tutti i tempi, quello che ha scoperto la selezione naturale, quello che ha tolto l’uomo dal centro della creazione, quello che ha detto – e non è del tutto vero – che discendiamo dalla scimmia. Secondo mio papà, invece, sono bravo solo a cacciare i topi.

Con Darwin e la vera storia dei dinosauri proseguo la lettura dei libri di Luca Novelli editi nella collana Lampi di Genio di Editoriale Scienza. Che dire? A me piacciono molto, per vari motivi: spiegano chiaramente perché il protagonista del libro può essere considerato un genio, sono scritti molto bene e le illustrazioni a corredo sono veramente ironiche, buffe, divertenti.

Oltre a questo – che non è poco – sono inserite delle schede di approfondimento e un dizionario che aiuta a capire meglio le teorie e le idee degli scienziati. 

Per gli amanti del genere, ecco il riassunto!

Nato nello Shropshire, in Inghilterra, da una famiglia benestante e numerosa, fin da piccolo Charles Darwin dimostra di amare la vita all’aria aperta. Il suo hobby preferito è collezionare fossili e conchiglie.

Dopo risultati non brillantissimi negli studi, nel 1831 si imbarca su una nave – la Beagle – per una spedizione scientifica intorno al mondo, portando con sé il libro del geologo Lyell.

Lyell sostiene che l’innalzarsi delle montagne o il sovrapporsi degli strati rocciosi non sono frutto di diluvi o di catastrofi, ma il risultato del lento lavoro della natura nel corso di milioni di anni. Questa lettura fa sì che Darwin interpreti in modo nuovo e originale tutto ciò che vede nel corso della navigazione.

Nell’arcipelago di Capo Verde e a Bahia, in Brasile, osserva una grande varietà di fiori e insetti rispetto a quelle esistenti in Inghilterra e questa cosa sembra contraddire quello che sostenevano i naturalisti fissisti, cioè che le specie viventi sono solo alcune migliaia e sono state create tutte contemporaneamente per volontà divina.

A Buenos Aires, trova le ossa di un armadillo gigante molto simile all’attuale e la cosa rafforza l’idea che le specie in un qualche modo cambiano nel corso del tempo e che non sono sempre le stesse dal giorno della Creazione.

Nella Terra del Fuoco, questa intuizione si fa più chiara osservando gli individui delle popolazioni Ona, che possono dormire nudi a 55 gradi sotto zero e, quindi, hanno evidentemente sviluppato caratteristiche che gli europei non hanno.

E’ alle Galapagos che tutti questi tasselli si uniscono a formare un puzzle completo. Le Galapagos sono un arcipelago a 800 km dalle coste peruviane, composto da isole molto diverse per clima, temperatura e vegetazione.

Darwin nota che in ogni isola vivono solo specie di tartarughe, fringuelli e iguana adatte a quell’ambiente specifico e intuisce che ogni specie ha un antenato comune ma ha sviluppato caratteristiche diverse a causa delle condizioni ambientali in cui vive.

Piante, animali, esseri umani: tutti gli esseri viventi sviluppano caratteristiche specifiche che li rendono adatti all’ambiente in cui vivono e che spiegano la varietà che si può constatare in natura.

Dopo due tappe a Tahiti e in Nuova Zelanda, il Beagle approda sulle coste dell’Australia e Darwin è sempre più convinto della validità della sua teoria.

Gli animali e le piante di questo continente sono talmente diversi da quelli che aveva conosciuto in precedenza perché l’habitat in cui si sono evoluti è diversissimo da quello europeo.

Dopo cinque anni di viaggio, Darwin fa ritorno in Inghilterra, dove ormai è diventato una celebrità grazie ai resoconti che ha inviato e che hanno incuriosito sia gli accademici che i suoi concittadini.

Nel luglio del 1858, pubblica il libro L’Origine della specie, nel quale afferma che:

  • la crosta terrestre muta lentamente ma incessantemente sotto l’azione di forze capaci di innalzare e far inabissare i fondali marini, fino a farli diventare montagne alte 2000 metri o fosse altrettanto profonde
  • il movimento della crosta terrestre incide sull’ambiente e provoca un’estrema variabilità di condizioni
  • quando le condizioni ambientali cambiano, sopravvivono non tanto gli individui più forti o prepotenti, ma quelli che sanno adattarsi meglio al nuovo habitat
  • queste caratteristiche “vantaggiose” vengono trasmesse dai genitori alla prole, e questo dà origine a una costante evoluzione di tutti gli esseri viventi
  • gli individui che non riescono ad adattarsi soccombono, e questa è una legge di selezione naturale.

Al libro non è riservata la stessa accoglienza dei resoconti. Darwin si trova contro buona parte degli scienziati creazionisti, dei catastrofisti e delle gerarchie ecclesiastiche.

Ancora di peggio gli accade nel 1871, quando pubblica L’origine dell’uomo, libro nel quale estende la teoria dell’origine della specie all’uomo. Scoppia un vero e proprio putiferio: Darwin è apertamente accusato di mettere in discussione il contenuto della Bibbia e di sostenere che l’uomo discenda dalla scimmia. In realtà, non l’ha mai scritto, ma ha sostenuto che l’uomo e i primati hanno un antenato comune!

Nel 1882 Darwin muore nella sua casa di Down, ucciso molto probabilmente da un morbo contratto durante il suo viaggio in Sud America.

Darwin ha scritto di fossili, lombrichi, uccelli, fiori e piante, ma non si è occupato di dinosauri. E allora cosa c’entrano i dinosauri del titolo?

Se volete saperne di più, trovate il libro negli scaffali delle biblioteche di pubblica lettura e in commercio per i tipi di Editoriale Scienza!

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