Agata e pietra nera di Ursula K. Le Guin è un libro pieno di domande sul senso della vita e dell’amore, sulla necessità di fare delle scelte, sul coraggio di inseguire i propri sogni, sull’amicizia. Purtroppo, o per fortuna, è un libro privo di risposte.

Il motivo ce lo spiega l’autrice

Non ha senso chiedersi qual è il significato della vita, perché la vita non è una risposta, la vita è una domanda, e tu, proprio tu, sei la risposta.

Il riassunto

Owen Thomas Griffiths è un tipo particolare. Ha ottimi voti, molti interessi e un carattere tranquillo, ma ha un problema: per come è fatto non riesce a farsi degli amici. Ci ha provato, si è sforzato, ma a nessuno piace parlare delle cose che piacciono a lui, né fare le cose che lui fa.  

Viceversa, a lui non piacciono le cose per cui gli altri stravedono. Per esempio, tutti i suoi compagni di classe neopatentati sarebbero felicissimi di ricevere come regalo per i diciott’anni una macchina di lusso nuova e full optional. Owen, invece, è scontento e imbarazzato. Scontento, perché avrebbe preferito che i genitori gli avessero dato i soldi spesi per la macchina per studiare al MIT. Imbarazzato, perché deve fingere che il regalo gli piaccia tantissimo, mentendo al padre, ancora una volta.

Il problema di Owen sta tutto qui: nel fingere ogni giorno della sua vita di essere come gli altri.

Solo Natalie Field gli assomiglia. Con lei riesce ad essere se stesso, perché Natalie non si aspetta nulla da lui, né le interessa che lui sia come gli altri.

L’amicizia tra Natalie e Owen si rafforza giorno dopo giorno e tocca il culmine durante una gita in spiaggia, l’ultimo giorno dell’anno. Il giorno in cui si scambiano un’agata e una pietra nera raccolte sulla spiaggia. Il giorno in parlano della vita e del suo significato, delle sue domande e delle sue risposte. Il loro giorno perfetto. 

Dopo quel giorno le cose cambiano, perché Owen decide – badate bene: decide, non “sente” – di essere innamorato di Natalie. Tenta di baciarla anche se lei non vuole, pur ammettendo di avere un sentimento nei suoi confronti, poi tutto precipita. Entra in una spirale di imbarazzo, rimorsi e sconforto; ha un brutto incidente e distrugge la macchina nuova; si allontana da Natalie, forse per delusione, forse per vergogna.

E noi lettori? Ci ritroviamo alla fine del romanzo, con Owen e Natalie che decidono di comune accordo di inseguire ognuno i propri sogni e di non impegnarsi sentimentalmente, pur considerandosi più che amici.

La mia recensione

Agata e pietra nera è una pietra miliare nella letterature per i ragazzi, e chiedo scusa per il gioco di parole. Non è uno dei tanti romanzi di formazione, ma è uno dei più bei romanzi di formazione all’affettività che ho letto.

Racconta di come i sentimenti possano essere un punto di svolta positivo per ragazzi come Owen, in rotta con se stessi, con la propria famiglia e con gli amici. Ma racconta anche di un rischio di cui tenere conto. Per mesi Owen e Natalie vivono un rapporto speciale, coinvolgente e gratificante senza il bisogno di definirlo: è amicizia? Infatuazione? Innamoramento? Amore? Semplicemente a loro non interessa definirlo ma viverlo. Nel momento in cui ciascuno uno dei due prova a dare un nome preciso a quel sentimento, ecco che il gioco finisce.

Agata e pietra nera è uscito nel 1976 e da allora è stato stampato e ristampato più volte, sia in edizione originale che tradotto in italiano. Nella sua semplicità e pulizia, è uno dei romanzi che meglio percorre il difficile sentiero dell’educazione ai sentimenti.

Se volete leggerlo potete cercarlo tra gli scaffali delle biblioteche pubbliche della vostra zona. In alternativa, potete trovare in commercio l’edizione Salani.

La scheda editoriale

  • Titolo: “Agata e pietra nera
  • Autore: Ursula K. Le Guin
  • Casa editrice: Salani
  • Età di lettura: dai 13 anni
  • Consigli di lettura: a tutti quelli che perdono tempo ad analizzare i sentimenti invece che viverli semplicemente