Archimede infinito 2.0 è un fumetto di Giuseppe Palumbo che, insieme ad altri contributi, fa parte della raccolta The Archimedes issues. La casa editrice è CNR Edizioni, la sezione del Centro Nazionale delle Ricerche che si occupa di progetti editoriali che coniugano scienza e intrattenimento.

Di Palumbo vi ho già parlato a proposito del fumetto Le cose portate dall’acqua, un giallo che ha come protagonista Leonardo da Vinci nelle vesti di investigatore alle prese con un misterioso delitto nella Milano rinascimentale.

In Archimede infinito 2.0 leggiamo una storia che affonda le radici nel III secolo a.C. a Ortigia, l’odierna Siracusa, e percorre gli eventi più importanti della storia di Oriente e Occidente fino a concludersi a Londra il 29 ottobre del 1998. E’ la storia di come i codici A, B e C di Archimede sono scampati a mille pericoli e hanno influenzato la storia della scienza.

Il riassunto

Siracusa, III secolo a. C. Archimede scrive a Erastotene, bibliotecario di Alessandra d’Egitto, la più grande e ricca biblioteca del mondo antico, oltre che il più importante polo culturale ellenistico.

Nella sua lettera spiega come è pervenuto alla soluzione di problemi matematici ricorrendo alla meccanica: un metodo rivoluzionario, perché distingue le “semplici intuizioni” dalle “dimostrazioni rigorose” o “geometriche”.

Archimede affida il papiro alla protezione del dio Poseidone, affinché lo protegga dalle insidie di un lungo viaggio per mare. Mentre guarda la nave uscire dal porto, non può immaginarsi quali pericoli avrebbero minacciato il suo scritto nei secoli a venire.

Ad Alessandria, Erastotene si rende conto di quanto importante sia il contenuto di quei papiri e ne fa alcune copie, che sopravvivono per tre secoli.

Il matematico alessandrino Erone, vissuto nel I secolo d. C., fa giusto in tempo a leggerli e commentarli perché poco dopo un incendio distrugge quasi completamente la biblioteca di Alessandria.

Il codice di Archimede si salva in modo rocambolesco e riappare nel VI secolo quando Eutocio di Ascalona, un matematico bizantino, lo possiede sotto forma di pergamena e lo commenta.

Grazie a Eutocio, il metodo è conosciuto a Costantinopoli, la capitale dell’Impero Bizantino. Per 300 anni architetti e matematici come Isidoro di Mileto e Antemio di Tralle lo studiano e lo applicano, contribuendo a mantenere in vita il pensiero matematico e fisico di Archimede.

Nel IX secolo i manoscritti subiscono una trasformazione: per renderli più comprensibili, i testi vengono trascritti in minuscolo e le parole separate le une dalle altre. E’ una gran bella cosa, se non fosse che man mano procede il lavoro di trascrizione i codici precedenti vengono raschiati per recuperare le pelli.

Nel 1204 i crociati entrano a Costantinopoli e la mettono a ferro e fuoco. Ancora una volta il codice di Archimede si salva in modo fortunoso ma è smembrato in tre parti. I codici A e B approdano in Italia; il C sopravvive in Terra Santa.

Già nel Trecento del codice B non si hanno più notizie. Nel Quattrocento il codice A è uno dei testi studiati da matematici più o meno noti. E il codice C che fine ha fatto? Rilegato in un palinsesto insieme ad altre opere e preghiere è sopravvissuto a furti e passaggi di proprietà, alla furia della Prima Guerra Mondiale, alla follia del Reich, alla Seconda Guerra Mondiale fino all’asta di Christie’s del 29 ottobre del 1998 quando fu venduto per 2.2 milioni di dollari.

Se volete sapere chi se lo è aggiudicato, non vi resta che procurarvi il fumetto e leggere le ultime pagine.

La mia recensione

Archimede infinito 2.0 è una lettura adatta ai ragazzi dagli 11 anni che vogliono leggere una vicenda bibliografica appassionante, un’autentica avventura degna di un film di Indiana Jones!

Il contenuto delle prime tavole non è semplicissimo, ma dalla quarta pagina in poi la storia scivola via veloce. I colori sono bellissimi, molto luminosi. La ricostruzione storica è rigorosa.

Consiglio di leggere il fumetto dopo la lettura di Archimede e le sue macchine da guerra di Luca Novelli, di cui vi ho già parlato e che, secondo me, rimane il punto di partenza per far scoprire ai bambini la figura dello scienziato.

Il fumetto fa parte della collana Comics&Science che ha l’obiettivo di promuovere il rapporto tra scienza e intrattenimento utilizzando il linguaggio del fumetto, ideale per comunicare idee e storie ai ragazzi.

A corredo del fumetto ci sono i contributi di filologi, matematici e ricercatori che hanno ricostruito le rocambolesche vicende del codice C di Archimede, il “Metodo dei teoremi meccanici”.

La scheda editoriale

  • Titolo: “Archimede infinito 2.0”
  • Autore: Giuseppe Palumbo
  • Casa editrice: CNR Edizioni
  • Età di lettura: dagli 11 anni
  • Consiglio di lettura: Per chi ama il fumetto ad ambientazione storica e le avventure alla Indiana Jones.

In occasione del Covid-19 CNR Edizioni ha messo a disposizione gratuitamente tutti i fumetti della collana Comics&Science in formato digitale. Per leggerli è sufficiente collegarsi alla pagina https://www.cnr.it/it/comics-and-science e scaricarli sui propri dispositivi mobili.