Che forza papà è un albo illustrato che anni fa fece molto parlare di sé perché nel 2015 finì nella lista di 49 titoli di libri gender (altrimenti detti “fiabe gay”) che il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro decise di ritirare dalle biblioteche dei nidi e delle materne del Comune.

L’iniziativa – miope e deplorevole dal mio punto di vista – provocò un putiferio e sconvolse scrittori, editori, bibliotecari e molti psicologi. La notizia venne ripresa perfino dalla stampa estera attirando gli strali addirittura di Elton John.

Le autrici – Isabella Paglia e Francesca Cavallaro – finirono nella lista nera per ben due titoli: questo e “Di mamma ce n’è una sola”. Perché? Ora lo vediamo.

Il riassunto

Sette bimbi dai grandi sorrisi sdentati e con buffe pettinature parlano dei loro papà.

Un papà fa il meccanico e sa aggiustare tutte le auto, uno fa il veterinario e sa come curare tutti gli animali, uno accompagna i figli a fare una gita al mare, un altro spaventa i mostri alla sera quando è ora di andare a letto. Ci sono poi i papà che sanno fare la spesa al supermercato e sbrigano le faccende di casa. Alcuni lavano e stirano e altri aiutano la mamma nei lavori domestici.

Non tutti i bambini hanno un solo papà: c’è un piccolino che dice di conoscere solo il “secondo” papà – quello che vive con lui e la mamma – perché il primo papà se n’è andato prima che lui nascesse e non l’ha mai conosciuto. C’è poi una bimba che ha due papà e li conosce e li frequenta entrambi.

Per ultimo parla un bambino che dice di avere soltanto il papà, che è appunto “single”, perché lo accudisce e lo cresce da solo, senza la mamma.

Insomma, ma quanti papà possono esistere? Alla fine i bambini concludono il discorso stabilendo che papà sono tutti coloro che giocano coi loro figli, si prendono cura di loro, li consolano, dedicano loro il tempo libero e ovviamente li amano. E’ l’amore infatti che fa di un uomo un papà.

La mia recensione

Che forza papà è un albo illustrato allegro e scanzonato che valorizza le differenze ed enfatizza la ricchezza della diversità.

La storia di Isabella Paglia affronta il tema dei diversi tipi di famiglie non negando la diversità, ma spiegando che anche le famiglie monogenitoriali e quelle allargate sono del tutto simili alle famiglie tradizionali, se alla base c’è l’amore tra genitori e figli.

C’è bisogno di albi illustrati che affrontino questi argomenti, non tanto per i bambini, che per loro natura non notano nemmeno le differenze, ma per i genitori, in modo che possano fare lo sforzo di aprire le menti e di allargare gli orizzonti, dato che purtroppo, ancora oggi, troppe persone tendono a giudicare le scelte altrui e ad escludere chi ha fatto scelte diverse.

Invece, è bellissimo che i bambini siano fieri dei loro papà, siano essi papà biologici, adottivi, single o omosessuali.

Nell’albo manca completamente l’accenno alle famiglie omogenitoriali e per questo non mi spiego come Che forza papà sia finito nella lista delle fiabe gay. Temo che sia per le tavole in cui si vedono i papà armati di aspirapolvere, intenti a lavare una montagna di piatti e a stirare una pila di vestiti colorati.

Polemiche a parte, Che forza papà è un albo illustrato divertente e scanzonato, coloratissimo, che mette allegria pagina dopo pagina, grazie alle buffe illustrazioni di Francesca Cavallaro. Per finire, vi dico che ogni bambino ha “ereditato” qualcosa dell’aspetto del proprio papà. Vi lascio scoprire cosa…

La scheda editoriale

  • Titolo: Che forza papà
  • Autore: Isabella Paglia
  • Casa editrice: Fatatrac
  • Età di lettura: 4 anni
  • Consigli di lettura: a tutti i bimbi innamorati dei loro papà (e a tutti i papà che vogliono leggere una storia della buonanotte che parla proprio di loro)