Un giorno di novembre del 1990 il caporedattore della sezione cultura del New York Times commissionò a Paul Auster un racconto sul Natale che sarebbe uscito proprio la mattina del 25 dicembre.

Il primo impulso di Auster fu quello di rifiutare, schiacciato dal peso dell’inevitabile confronto fra il suo racconto e quelli di Charles Dickens, O. Henry e di altri scrittori che si erano misurati col tema dello spirito di Natale.

Auster non rispose subito alla richiesta e finì per dimenticarsene. A pochi giorni dal Natale lesse sul prestigioso quotidiano americano l’annuncio del suo racconto. Sbigottito e angosciato, si mise immediatamente all’opera e scrisse in pochi giorni Christmas story: il Natale di Auggie Wren (Auggie Wren’s Christmas Story).

L’ispirazione gli venne mentre apriva una scatola di sigari Schimmelpenninck, pensando al tabaccaio di Brooklyn che glieli aveva venduti.

Il racconto non ha avuto solo una genesi curiosa, ma è stato inserito anche nella sceneggiatura di Smoke, film diretto da Wayne Wang nel 1995.

Il riassunto

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Paul è uno scrittore in piena crisi creativa, a cui un editore del New York Times chiede di scrivere un racconto di Natale.

Paul è perplesso. Non vuole misurarsi con i fantasmi di Dickens, O. Henry e
altri campioni dello spirito natalizio
, trova insopportabili i racconti sentimentali sul Natale e in ogni caso non ha mai scritto un racconto su commissione.

In crisi di ispirazione, confida le sue perplessità ad Auggie Wren, il commesso della tabaccheria su Court Street a Brooklyn downtown.

Auggie si considera un artista. Nel corso dei dodici anni precedenti si è appostato all’angolo tra Atlantic avenue e Clinton street, alle sette precise e ha scattato una fotografia a colori esattamente dallo stesso angolo. Le 4.000 fotografie che ha scattato testimoniano quello che Shakespeare ha fissato nel famoso verso del Macbeth “Tomorrow and tomorrow and tomorrow, time creeps on its petty pace.” (Domani, domani e domani, avanza a poco a poco, giorno dopo giorno, verso l’ultima sillaba del copione.)

Auggie è quindi ben felice di aiutare un collega e si offre di raccontargli la miglior storia di Natale di sempre.

Seduti al tavolo di un bar nel cuore della vecchia Brooklyn, Auggie racconta allo scrittore come si è procurato la macchina fotografica che ha fatto nascere la sua passione per la fotografia.

La storia risale a un giorno d’estate del 1972.

Dopo aver subito un furto in tabaccheria, Auggie rincorre un ragazzino di colore senza riuscire ad acciuffarlo. Nella fuga il ladruncolo ha perso il portafogli e il documento di identità. Auggie scopre così che si tratta di Robert Goodwin. Guardando le foto, si convince che è un ragazzo povero, forse tossicodipendente, e decide di non denunciarlo.

Non gli restituisce però il portafogli, fino al giorno di Natale quando esce di casa e si reca a Boerum Hill, un quartiere malfamato e popolare di Brooklyn.

All’indirizzo gli apre la porta una vecchia cieca, che scambia Auggie per il nipote.

Il tabaccaio si presta al gioco e la strana coppia trascorre insieme il pranzo di Natale.

Finito di pranzare, Auggie si dirige in bagno, dove trova alcune macchine fotografiche, certamente refurtiva di un colpo messo a segno da Robert. In modo quasi meccanico e inconsapevole, ne prende una ed esce di casa, approfittando del fatto che l’anziana si è addormentata.

Incuriosito dal racconto, Paul chiede al tabaccaio se è mai tornato a trovare la vecchia signora e Auggie risponde che qualche tempo dopo era tornato a Boerum Hill per restituire la macchina fotografica ma aveva trovato l’appartamento occupato da un nuovo inquilino.

Paul ipotizza che forse la signora era morta e che Auggie aveva fatto davvero una buona azione trascorrendo insieme a lei il suo ultimo Natale. Il tabaccaio non è troppo convinto, ma allo stesso tempo è contento perché finalmente Paul ha la sua storia.

A Paul sorge il dubbio che la storia sia inventata, ma non chiede nulla: “fino a che c’è qualcuno che ci crede, non esiste storia che non può essere vera.”

La mia recensione

Ho letto Christmas story: il Natale di Auggie Wren nell’edizione Motta Junior illustrata da Jean Claverie. Il racconto è davvero commovente e il tratto e la scelta delle tonalità pastello delle tavole di Claverie lo rendono struggente.

Nonostante Auster dichiari di trovare insopportabili le storie sentimentali sul Natale, finisce per scriverne una intrisa di buone intenzioni. Auggie non denuncia il piccolo ladro, perché ne ha compassione, cioè soffre insieme a lui, sentendo sulla sua pelle la povertà sia materiale che morale. A Natale condivide il tempo libero con una donna sola, povera e malata, che non ha mai visto prima. Conoscete un modo più sentimentale di festeggiare il Natale?

Se non avete voglia di leggere il racconto, vi ripropongo la scena finale di Smoke di Wayne Wang, in cui Auggie regala a Benjamin/Paul la storia di Natale per il New York Times.

E’ il mio personale biglietto d’auguri per voi che mi avete seguito nel corso di quest’anno. Grazie di cuore e auguri. Passate Buone Feste con chi amate, senza dimenticare di aiutare come potete gli sconosciuti e chi soffre.

La scheda editoriale

  • Titolo: “Christmas story: il Natale di Auggie Wren”
  • Autore: Paul Auster
  • Casa editrice: Motta Junior
  • Età di lettura: dai 12 anni
  • Consiglio di lettura: Per chi vuole leggere la storia di un Natale alternativo. 

Se volete leggere Christmas story: il Natale di Auggie Wren potete acquistarlo su Amazon https://amzn.to/3hLWvtE. Per chi preferisce prenderlo in prestito, basta rivolgersi alle biblioteche pubbliche.