Questo fine settimana ho letto con emozione E con Tango siamo in tre, scritto dallo psichiatra Justin Richardson – autore di libri di educazione sessuale rivolti ai bambini – e dal commediografo Peter Parnell, illustrato da Henry Cole

Stampato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2005, And Tango makes three fu un vero e proprio caso editoriale e, secondo le statistiche dell’American Library Association, il libro più censurato del 2009.

In Italia arrivò nel 2010, nonostante i pronostici secondo cui nessun editore avrebbe avuto il coraggio di pubblicarlo. Anche alla Bologna Children’s Book Fair la presentazione del libro suscitò molte polemiche. Nel 2015 finì nella lista delle 49 “favole gay” stilata dal Sindaco di Venezia in un’ordinanza che suscitò un gran polverone.

Perché? Perché racconta la storia vera di due pinguini gay che sono diventati padri.

E con tango siamo in tre

Il riassunto

Roy e Silo sono due pinguini antartici che vivono, insieme a altri 42 esemplari della loro specie, nello zoo del Central Park di New York.

Per anni vivono fianco a fianco: giocano insieme, camminano l’uno accanto all’altro, cantano insieme, nuotano accanto nelle acque della grande vasca.

Alle femmine del branco non piacciono e loro stanno bene così come sono. A tutti gli effetti sono una coppia.

Il custode dello zoo, il signor Gramzay, li osserva costruirsi un nido di sassi e stare ore e ore a covare. Gramzay è dispiaciuto nel vedere la tristezza di Roy e Silo che si rinnova ogni volta che alle altre coppie nascono i piccoli, mentre dal loro sasso non nasce nulla!

Gli viene quindi un’idea: perché non dare a Roy e Silo un uovo abbandonato?

E con tango siamo in tre_uovo

Betty e Porkey ad esempio avevano spesso fatto schiudere le loro uova, ma non erano mai stati in grado di prendersi cura di più di un uovo alla volta.

Nel 2000 si presenta l’occasione che tutti stavano aspettando. Gramzay raccoglie l’uovo abbandonato da Betty e Porkey e lo depone nel nido di Roy e Silo che iniziano a covarlo, riscaldarlo, coccolarlo instancabilmente.

Pian piano il guscio si rompe ed esce un piccolo pinguino. Gramzey lo chiama Tango

“perché per fare un Tango bisogna essere in due!”

Grazie a Gramzey e a Tango, l’unico pulcino che hanno avuto, Roy e Silo hanno avuto l’opportunità di diventare una vera famiglia.

La mia recensione

Se andrete a visitare lo zoo del Central Park, potrete vedere Tango e i suoi genitori sguazzare nella casa dei pinguini in compagnia dei loro amici, fra i quali ci sono Nipper, Squawk, Charlie, Wasabi e Piwi.

Nello zoo del Central Park ci sono 42 pinguini antartici e nel mondo ne esistono oltre dieci milioni. Di Tango, ce n’è uno solo.

L’albo è illustrato in modo incantevole: basta guardare le espressioni allegre, pensierose, stupite di Roy e Silo, così complici e affiatati. Il testo è delizioso e commovente, a tratti poetico.

La vicenda, simbolo di amore e rispetto, è raccontata ai bambini in modo così garbato e dolce che non capisco proprio le polemiche che lo accompagnano fin dalla presentazione.

Lontani dall’esprimere giudizi o dal fare la morale, gli autori parlano con semplicità di accettazione della diversità. I bambini, liberi dei pregiudizi degli adulti, ascoltano questa storia con la stessa semplicità con cui viene raccontata e riconoscono come possibile una famiglia di tre pinguini maschi, perché è l’amore a creare una famiglia.

Se volete leggere E con Tango siamo in tre potete cercare sugli scaffali delle biblioteche pubbliche, oppure comprarlo nell’edizione Junior.

La scheda editoriale

  • Titolo: E con Tango siamo in tre
  • Autori: Justin Richardson e Peter Parnell
  • Casa editrice: Edizioni Junior
  • Età di lettura: dai 4 anni
  • Consigli di lettura: A chi vuole affrontare coi bambini il tema dell’omogenitorialità in modo delicato e poetico