La montagna più alta di Pierre Zenzius è un albo illustrato edito da Rizzoli che racconta l’eroica avventura della prima scalata sulla cima del Monte Bianco.

L’edizione originale (L’ascension de Saussure) vinse una menzione speciale del Bologna Ragazzi Award 2018 nella categoria Opera Prima. In seguito, l’albo è stato tradotto in italiano da Enrico Brizzi, grande appassionato di montagna e alpinismo, che ha scritto anche una bella prefazione.

Mi è piaciuto molto e ve lo consiglio, perché troverete anche una storia dentro la storia, fatta di bugie e rivalità. Dovrete arrivare però alla nota finale di Zenzius per scoprire di cosa si tratta.

Il riassunto

3 agosto 1787. Horace Bénédict de Saussure, il suo servitore e i 17 guide alpine partono alla conquista della vetta del Monte Bianco.

Apre la fila il naturalista e geologo svizzero, con giacca rossa, lunghi capelli bianchi raccolti in un codino e bastone. Gli uomini della spedizione portano scale, mappe, strumenti e viveri e pagina. Chiude la fila un cane.

L’inizio dell’ascesa è piuttosto semplice e gli entusiasti protagonisti procedono in modo ordinato.

Man mano che salgono, il paesaggio alpino si fa sempre più ostile: ci sono torrenti da superare, boschi da oltrepassare, sponde ripide su cui arrampicarsi.

Pagina dopo pagina vediamo le guide e il servitore sempre più affaticati e in difficoltà, mentre tavola dopo tavola il cagnolino scala posizione fino a trovarsi accanto al suo padrone, Saussure.

Poi il paesaggio alpino lascia il posto al ghiaccio, alla neve e alle nuvole e tutto diventa ancora più difficile.

Nonostante la fatica e l’aria rarefatta il gruppo arriva in cima e sarà una sorpresa per i giovani lettori scoprire chi ha raccontato questa avventura.

La storia dentro la storia

Nell’ultima pagina dell’albo Zenzius ci racconta qualcosa in più della conquista alla cima del Monte Bianco.

Nel corso del Settecento molti cercatori di cristalli e cacciatori di camosci avevano esplorato le Alpi, ma nessuno ne aveva scalato le vette. Nell’agosto 1786 il medico francese Jacques Balmat e Michel Paccard avevano, invece, raggiunto la vetta più alta del Monte Bianco, disinteressandosi delle superstizioni popolari.

Saussure, ossessionato dalla conquista del Monte Bianco, corruppe Balmat perché negasse di essere riuscito a raggiungere la meta insieme a Balmat e lo assoldò a caro prezzo per tentare la salita che l’albo ci racconta.

Solo molti anni dopo Paccard venne risarcito del torto subito e a Chamonix, nelle Alpi francesi, venne inaugurata la statua di tre uomini rivolti verso la vetta del Monte Bianco: Saussure, Balmat e Paccard.

La mia recensione

La montagna più alta di Pierre Zenzius è un albo che parla dell’amore per la montagna e l’alpinismo.

In copertina c’è lui, il Monte Bianco, nella sua magnifica immutabilità. I risguardi, invece, sono occupati da un cielo stellato che racchiude la storia narrata nell’arco temporale di un giorno, dall’alba a notte fonda, cioè il tempo che Saussure e i suoi uomini impiegarono per l’ascesa.

Le tavole raffigurano una natura maestosa, al cospetto della quale gli uomini sono davvero piccole cose e sembrano sparire. Per i piccoli lettori è divertente cercare i 19 personaggi spesso nascosti dietro rocce, tronchi, rami.

Nell’ultima di copertina troviamo tutti i personaggi impegnati nella fase di discesa dalla vetta. Mentre durante la salita procedevano lentamente in fila indiana, scendendo ruzzolano a valle disordinatamente e in ordine sparso: chi ruzzolando, chi correndo, chi scivolando, chi cavalcando un baule.

La scheda editoriale

  • Titolo: “La montagna più alta
  • Autore: Pierre Zenzius
  • Casa editrice: Rizzoli
  • Età di lettura: da 8 anni in su
  • Consiglio di lettura: Per chi ama le imprese alpinistiche e il contatto con la natura estrema.