Mia mamma è un pirata (Ma maman est une Pirate) di Karine Surugue e Rémi Saillard, edito da Fatatrac nel 2018 nella collana Albi d’autore, inizia con una dedica “a tutte le coraggiose mamme-pirata del mondo.” Chi sono queste mamme-pirata e qual è la loro missione? La copertina dell’albo illustrato ci dà qualche indizio.

C’è una mamma-pirata con un foulard in testa, dal quale però non spuntano ciocche di capelli. E’ ritta sulla prua di un vascello che issa la bandiera dei pirati, anche se il Jolly Roger ha due siringe incrociate al posto delle tibie. La mamma-pirata sta affrontando un enorme mostro marino, che sembra un granchio.

Avete capito bene. Mia mamma è un pirata affronta il tema del cancro e della battaglia lunga, dura e dolorosa per sconfiggerlo. E come può una mamma raccontare al proprio bambino la malattia che l’ha colpita senza angosciarlo? Semplice, inventando una storia!

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Il riassunto

La mamma è diventata un pirata e da qualche mese si è imbarcata sul vascello “Il granchio senza pietà” alla ricerca dell’Isola del Tesoro. Il viaggio sarà lungo, ma lei ha fiducia nel capitano e negli uomini della ciurma.

Come ogni pirata che si rispetti anche la mamma ha delle cicatrici sul petto, segno della sua prima battaglia. Ogni giovedì esce in mare aperto e la sera rientra a casa pallida e affaticata. I primi tempi aveva addirittura il mal di mare e doveva chiudersi in bagno a vomitare.

Una volta è rientrata a casa con un foulard in testa, che i pirati le hanno insegnato a legare per proteggersi dalle intemperie. Si è anche tagliata i capelli a zero per non prendere i pidocchi!

Certo che la vita dei pirati deve essere proprio faticosa: spesso mamma sta a letto, anche durante il giorno, e il babbo è diventato il cuoco di casa. 

Dopo qualche tempo la mamma sta meglio e dice al suo bambino di aver finalmente trovato l’Isola del Tesoro.

La mia recensione

Mia mamma è un pirata è un albo illustrato che racconta la malattia del secolo dal punto di vista di un bambino, a cui la mamma ha inventato “una storia piratesca” per giustificare le continue assenze e la trasformazione del suo corpo.

Le cicatrici dovute all’intervento, la perdita dei capelli, gli effetti collaterali della chemioterapia… tutto trova una giustificazione plausibile nel racconto della mamma. Il bambino è un po’ preoccupato ma viene coinvolto in modo positivo e rassicurante in questa tragedia che sconvolge il tran tran familiare.

Il tono è lieve e le parole scelte sono sempre fiduciose e rassicuranti. Le tavole sono bellissime e dense di significato. Quelle che ritraggono scene di vita familiare – la cena, le chiacchiere sul divano, i giochi col cane – sono luminose e colorate di rosso, arancione, azzurro, bianco. Quelle che raccontano la lotta della mamma-pirata contro il granchio malefico sono plumbee e il nero, il grigio e il blu scuro dominano la scala cromatica.

Mia mamma è un pirata è una lettura adatta a bambini dai 4 anni in su per affrontare il tema della malattia di un genitore.

La scheda editoriale

  • Titolo: Mia mamma è un pirata
  • Autrice: Karine Surugue
  • Illustratore: Rémi Saillard
  • Casa editrice: Fatatrac
  • Età di lettura: dai 4 anni
  • Consigli di lettura: a chi non sa come affrontare il discorso della malattia con i propri figli

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