Le notti di Salem è un romanzo horror scritto da Stephen King. Pubblicato nel lontano 1975, dopo Carrie, è un libro che non sente il peso del tempo e a ragione viene considerato da molti come un capolavoro dell’orrore.

In Le notti di Salem (titolo originale Salem’s Lot) King si misura col tema abusato dei vampiri e, di fatto, lo rinnova, donandogli nuova linfa. L’idea di base è quella di rispolverare i vampiri di Polidori e Bram Stoker e di spogliarli della loro antica veste di nobili personaggi assetati di sangue che vivono in remoti castelli diroccati, per farli diventare persone comuni che abitano in un villaggio del Maine.

La storia è ambientata negli anni Settanta del secolo scorso. Il protagonista della vicenda, Ben Mears, è un giovane scrittore che torna a Salem, per scrivere un libro su una disavventura che gli era capitata anni addietro all’interno di Casa Marsten, il tetro edificio che domina il villaggio. Adesso l’oscura dimora ha un nuovo proprietario, un certo Barlow, di cui in paese tutti hanno sentito parlare, ma che nessuno ha mai incontrato. Poco a poco Ben capisce chi si cela dietro le sembianze di Barlow e, con l’aiuto di un manipolo di persone che credono alle sue intuizioni, tenta di salvare i suoi concittadini dalla fine cui sembrano condannati.

L’approccio originale di Stephen King al tema del vampirismo sta proprio in questo: i suoi vampiri (Barlow e le sue vittime) non hanno un aspetto strano, spaventoso, che in un certo qual modo ti mette in “pre allarme” e fa sì che te ne tieni alla larga. Sono persone tutto sommato “normali”. Spesso hanno le sembianze di tuo marito, tuo figlio, del tuo vicino di casa, … che tornano a chiedere aiuto dopo essere spariti per un qualche tempo, ti chiedono di farli entrare in casa, e tu purtroppo non riesci a respingerli, perché li hai amati e loro dicono di amarti ancora.

Solo il lettore sa che questi “cari” che ritornano non sono più le persone affidabili e nemmeno amabili che abbiamo conosciuto, perché nei giorni della loro sparizione hanno subito una trasformazione, che li ha private di umanità e le ha rese creature terrificanti.

Solo noi lo sappiamo, perché con un brivido alla schiena, abbiamo assistito alla vampirizzazione di un intero villaggio.

E’ davvero difficile riassumere un libro di 650 pagine, ma ci provo. Portate pazienza.

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Il riassunto di “Le notti di Salem” di Stephen King

Ben Mears è uno scrittore di successo cresciuto nella cittadina di Jerusalem’s Lot, chiamata Salem o Lot dai suoi abitanti. Rimasto vedovo della giovane moglie a causa di un tragico incidente stradale, torna nella città natale dopo 25 anni per scrivere un libro su Casa Marsten, un edificio tetro e abbandonato in cui visse una brutta avventura.

Pur di essere accettato in un gruppo di ragazzi, Ben accettò di sottoporsi a una prova di coraggio, cioè entrare in Casa Marsten, riportando con sé un oggetto che testimoniasse il suo atto di coraggio. Entrato in casa, trovò il proprietario – il signor Hubert Marsten – impiccato alla trave di camera sua, che lo fissava con gli occhi sgranati. Ben ne ebbe un trauma terribile, che lo perseguitò nel corso di tutta la sua vita. E gli abitanti di Salem iniziarono a considerare la casa maledetta, credendo che lo spirito del proprietario non l’avesse mai abbandonata.

Tornato in città, Ben conosce e diventa amico di Matt Burke, insegnante del locale liceo, e inizia una relazione sentimentale con Susan Norton. Nel frattempo, scopre che Casa Marsten è stata acquistata da Kurt Barlow e Richard Throckett Straker, una coppia di uomini d’affari arrivati da poco in città per aprire un negozio d’antiquariato.

L’arrivo di Barlow e Straker coincide con una serie di delitti. Il primo ritrovamento inquietante è quello di un cane nero ammazzato e impalato nel cancello del cimitero. A questo seguono la sparizione di un ragazzino, Ralphie Glick, e la morte di suo fratello Danny, in ospedale, per un’apparente anemia fulminante. Altre sparizioni misteriose sono quelle di Mike Ryerson, Randy McDougall e Jack Griffen, tutti residenti a Salem.

Il paese si cura poco delle attività del Maligno, non più di quanto si curi di quelle di Dio o dell’uomo. Conosce la tenebra, e tanto gli basta.

Gli abitanti del villaggio non si rendono conto di cosa sta capitando. Il lettore, invece, lo capisce perfettamente quando il piccolo Danny, divenuto un vampiro, tenta di infettare l’amico del cuore Mark Petrie, che riesce a salvarsi grazie alla sua solida cultura fumettistica. Mark sa perfettamente che non bisogna consentire a un vampiro di entrare in casa e scaccia Danny avvicinandogli un crocefisso di plastica sulla faccia. E’ chiaro ormai che tutti gli scomparsi sono stati trasformati in vampiri da Barlow e che, lentamente ma inesorabilmente, tutti i cittadini lo saranno.

Ben capisce tutto e riesce a convincere Matt, Susan, il dottor Jimmy Cody e il parroco Callahan ad affrontare i vampiri. Anche il giovane Mark finisce per essere coinvolto nella caccia casa per casa.

La situazione purtroppo precipita. Matt è vittima di un infarto invalidante e muore. Mark e Susan s’introducono in Casa Marsten e la ragazza viene catturata da Barlow e vampirizzata. Anche Jimmy Cody muore durante un’incursione in Casa Marsten, cadendo dalla scala della cantina e finendo trafitto dalle lame di alcuni coltelli.

Rimasti soli, Ben e Mark riescono ad uccidere il vampiro Barlow e il suo servo Straker e fuggono da Salem, ormai infestata dalle creature non-morte. Dopo aver girovagato nel Sud degli Stati Uniti e in Messico, ritorneranno nel villaggio e lo daranno alle fiamme, per sterminare i vampiri una volta per tutte.

La recensione di “Le notti di Salem” di Stephen King

Le notti di Salem è una lettura che consiglio a chi non si è mai avvicinato a King e vuole scoprire le straordinarie capacità narrative di un autore che merita tutto il successo ottenuto, per aver scritto una storia che pagina dopo pagina suscita orrore, paura e sentimenti contrastanti.

La storia è scandita in cinque parti. C’è un prologo che trova la sua ragione alla fine del romanzo, quando noi lettori capiremo come tutto è iniziato. C’è poi la storia vera e propria, suddivisa in tre parti, con ogni capitolo intitolato col nome del personaggio che racconta il suo pezzo di storia. Infine c’è l’epilogo, scritto come fosse un diario.

L’edizione italiana è arricchita da molti contenuti extra: troviamo introduzione e postfazione in cui King stesso spiega cosa l’abbia spinto a scrivere questa storia, alcuni degli articoli fittizi raccolti da Ben Mears, il racconto sequel “Il bicchiere della staffa” (ambientato qualche anno dopo la fine della storia) e quello prequel “Jerusalem’s Lot” e, infine, alcune scene eliminate dal manoscritto iniziale.

Molti lettori lamentano che la storia è lenta e che bisogna leggere parecchie pagine prima di arrivare alla massima tensione drammatica. E’ vero, ma questo che leggerete è un romanzo corale, dove anche i personaggi secondari hanno un grande spazio e una voce importante e dove perfino il villaggio è un personaggio ingombrante, che ha una storia da raccontare.

Il libro ha, secondo me, il grandissimo merito di riproporre un genere letterario (quello dell’horror-vampiresco) in modo classico ma innovativo al tempo stesso.

Il vampiro Barlow è un non-morto che vive di sangue. Mosso solo da un letale istinto di sopravvivenza, non esista a rapire e uccidere bambini e perfino neonati. Spietato, malvagio, manipolatore, si brucia alla luce del sole, si contorce alla vista di un crocifisso, si piaga al contatto con l’ostia benedetta. Lontanissimo dai vampiri stucchevoli, sdolcinati e quasi amabili che un certo filone letterario ci ha propinato negli ultimi anni, non ama: uccide. E’ un’incarnazione antichissima e potentissima del Male, e quindi è assolutamente incapace di amare! In questo, Barlow non sfigura accanto al Dracula di Bram Stoker, suo illustre predecessore. Evviva!

Contemporaneamente, King si tiene alla larga anche dallo splatter, ed è un altro merito. Le aggressioni dei vampiri sono descritte in modo vivido e realistico, ma senza lasciare spazio a inutili scorrimenti di sangue. Non è la solita storia horror di serie B dove canini e sangue e carotidi esposte vengono spiattellate senza un perché. Ogni scena descritta ha una sua motivazione nell’economia del racconto, ma senza indugiare nel morboso.

Se non vi lascerete sconfortare dalle 650 pagine che avrete tra le mani, vi troverete immersi in un crescendo orrorifico, che vi prenderà e non vi lascerà più.

Le notti di Salem ci spaventa perché l’horror è somministrato in piccole dosi. Il villaggio è descritto realisticamente e anche i personaggi lo sono: uomini, donne, bambini che vivono una quotidianità fatta di contrasti, gelosie, violenze, tradimenti, gioie … King ci racconta la vita reale e, per questo motivo, la storia ci sembra credibile, vera. In questa realtà a noi conosciuta si insinua il soprannaturale e ci mettiamo un po’ di tempo a riconoscerlo. E quando, infine, esplode il Male e siamo costretti a riconoscerne la realtà, la concretezza, la materialità è troppo tardi. Ormai ci ha infettatati tutti.

Le notti di Salem è stato già adattato nel 1979 per la miniserie TV in due parti Le notti di Salem di Tobe Hooper con protagonista David Soul (il sergente Ken ‘Hutch’ Hutchinson di Starsky & Hutch), proposta in Europa con un film da 112′ per il cinema.

Nel 2023 dovrebbe uscire nelle sale americane il nuovo adattamento cinematografico del romanzo prodotto dalla Warner Bros.

La scheda editoriale

  • Titolo: Le notti di Salem
  • Autore: Stephen King
  • Traduttore: Tullio Dobner
  • Casa editrice: Sperling & Kupfer
  • Età di lettura: young people

Se vi ho convinto a leggere Le notti di Salem di Stephen King potete cercarlo in biblioteca e prenderlo in prestito. E’ anche disponibile il digital landing sulla piattaforma MLOL, a cui ci si può iscrivere gratuitamente.

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