Stargirl di Jerry Spinelli è una storia costruita attorno a una semplice domanda narratologica. Cosa succede quando in una tranquilla scuola di un piccolo paesino dell’Arizona arriva all’improvviso una ragazza senza passato, vestita in modo bizzarro, con un topo come migliore amico e un ukulele a tracolla, sempre gentile e cordiale, che ha deciso di chiamarsi Stargirl, e non Susan come è stata battezzata, che dona dolci e peluche a tutti i compagni e dissemina spiccioli per strada per fare una sorpresa a chi li raccoglierà? 

Succede che tutti ne rimangono incantati. Uno di loro, Leo Borlock, perfino folgorato.

Ma cosa succede, poi, se questa stessa ragazza ride tra sé e sé solo per il fatto di essere felice, balla da sola, senza musica, solo per il fatto di amare la vita, tifa per la squadra di casa e anche per gli avversari, perché è convinta che tutti abbiano il diritto di divertirsi e di vincere?

Succede che poco a poco viene bollata come egocentrica, stramba, esaltata: in altre parole, “diversa”. E che giorno dopo giorno, viene fatta bersaglio delle varie forme di odio per il “diverso”, che sono la malevolenza, la calunnia, l’esclusione, l’indifferenza, l’invisibilità. Violenze alle quali Stargirl oppone la dolcezza e il candore, il sorriso e la gentilezza, il coraggio di chi comunque non vuole omologarsi, uniformarsi, appiattirsi, rinunciando al proprio modo di essere. 

Fino al momento in cui il ragazzo che era rimasto folgorato da questa esplosione di vitalità e originalità non le chiede di fare un passo indietro, in nome dell’amore che li unisce, e di diventare “normale”. Che significa poi  indossare vestiti alla moda, tifare per la squadra della scuola, stare simpatica ai tipi più popolari della scuola. Poca cosa, alla fine.

Stargirl prova – per amore – a uscire di scena e a lasciare posto a Susan. Ma non funziona nemmeno così. Perché, per quanti sforzi faccia, Susan rimane una esclusa, una bandita, il bersaglio di tutte le cattiverie.

Cosa può fare allora Susan/Stargirl per uscire da questa situazione? L’unica cosa possibile. Rimanere se stessa.

La mia recensione

Stargirl è stato pubblicato in lingua originale nel 2000 ed è uscito in Italia quattro anni dopo edito dalla Mondadori. La storia è semplice e pulita e proprio in questo sta la chiave del successo che dura da vent’anni. E’ un libro che punta dritto al cuore e tratta in modo originale e profondo un tema caro ai ragazzi: quello di essere accettati all’interno del gruppo.

Il tema dell’accettazione si intreccia a quello della diversità e dell’emarginazione.

Susan vorrebbe mantenere le proprie idee e i propri valori, come le hanno insegnato i genitori e come è nella sua natura, ma è davvero difficile rimanere indifferenti al giudizio degli altri. Derisione, dispetti, isolamento sociale emarginano “il diverso” e tutti coloro che gli stanno accanto per fargli prendere una decisione: omologarsi al gruppo o continuare ad affermare la propria unicità?

Prima di lasciavi vi posto il booktrailer di Mrs. Wilk della Union Ridge School, Harwood Heights, IL.

Ecco il trailer in italiano del film tratto dal libro, in streaming dal 24 marzo 2020 sul canale Disney+

La scheda editoriale

  • Titolo: “Stargirl
  • Autore: Jerry Spinelli
  • Casa editrice: Mondadori
  • Età di lettura: 11 anni
  • Consiglio di lettura: a chi vuole imparare ad essere se stesso, sospeso tra magia e realtà

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